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Reddito di dignità, Emiliano a confronto con i sindaci pugliesi

Questa mattina l'incontro per presentare la misura di contrasto alla povertà varata dalla Regione. Il bando pronto forse entro giugno

Un incontro con i sindaci dei Comuni pugliesi, per avviare "un percorso di condivisione" che porti a definire il regolamento attuativo del Reddito di Dignità. Questa mattina al Cineporto il presidente della Regione, Michele Emiliano, insieme alla consigliera per l’attuazione del programma Titti De Simone, e agli assessori al Welfare Salvatore Negro e al Lavoro Sebastiano Leo, ha chiamato a raccolta gli amministratori pugliesi, illustrando finalità e meccanismi della misura di contrasto alla povertà varata nelle scorse settimane dalla Regione.

"ReD è un gigantesco meccanismo di emersione dei bisogni e delle risposte a questi bisogni", ha esordito Emiliano, che riguardo ai tempi di attuazione si è augurato "di procedere velocemente. La pressione che stiamo esercitando sugli uffici e su tutto il sistema è finalizzata ad avere il bando, nel quale individueremo i soggetti che hanno diritto alla misura e i soggetti che devono darci una mano nell'applicarla, entro il mese di giugno". Secondo Emiliano, "ReD dovrà avere regole semplici, in modo da prevenire i furbi e contemporaneamente garantire l'erogazione del contributo a chi ha realmente titolo a riceverlo". "Il ReD - ha spiegato ancora il governatore - non è un regalo, è un impegno. Non è una misura di assistenza, ma una misura nella quale ti impegni a fare qualcosa che forma te stesso o è di aiuto alla comunità nella quale sei inserito".
 
La legge istitutiva del Reddito di Dignità (ReD) è stata approvata lo scorso 1 marzo dal Consiglio regionale. Si tratta di uno dei principali provvedimenti del programma di governo regionale. La Puglia è la prima grande regione a dotarsi in Italia di questa misura di riscatto dalla povertà, in chiave europea, con un investimento di 70 milioni di euro destinati a circa 20 mila nuclei familiari ogni anno, che prevede una indennità economica per tutte le persone che si trovano sotto la soglia dei 3000 euro ISEE annui, in cambio di formazione professionale per l'acquisizione di nuove competenze, e di attività o prestazioni utili alla collettività.  

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