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Via Martiri d'Otranto, l'area pedonale fa discutere. Parisi (Pd): "Ordinanza da annullare"

Il consigliere del I Municipio impugna il provvedimento presso il Ministero dei Trasporti: "Ordinanza incompleta, manca la delibera di giunta". Numerose le firme dei residenti che si oppongono alla chiusura al traffico di via Martiri d'Otranto: "Il sindaco ascolti prima i cittadini"

Per ora è soltanto una sperimentazione, limitata al tratto di via Martiri D'Otranto antistante la chiesa del Redentore. Ma quel provvedimento, entrato in vigore a luglio e prorogato fino al 30 settembre, continua a fare molto discutere. Perchè, se è vero che nelle intenzioni del Comune la chiusura rappresenta un 'test' per arrivare alla pedonalizzazione dell'intera piazza Redentore, a molti residenti quell'idea non sembra andare a genio.

La petizione avviata dai consiglieri municipali Franco Parisi (Pd) e da Michele Sciacovelli (Ncd) ha raccolto circa un migliaio di adesioni. Ma alla 'battaglia' a suon di firme se ne aggiunge ora anche un'altra. Perchè Parisi, consigliere del I Municipio, del Pd come Decaro, ha deciso di impugnare l'ordinanza presso il Ministero dei Trasporti, chiedendone l'annullamento. Il motivo? Il provvedimento emanato a fine IMG-20150904-WA0008-2 giugno da Palazzo di Città non sarebbe completo, e non avrebbe quindi validità. Parisi ha anche sottoposto la questione alla Commissione Decentramento del Comune. "Quell'ordinanza è monca - attacca Parisi - L'articolo 7 del nuovo Codice della strada, citato nella stessa ordinanza, dice chiaramente che per tali atti è obbligatoria una delibera di giunta, che in questo caso non c'è. In alternativa il sindaco deve dichiarare l'urgenza del provvedimento, specificandola nell'ordinanza, non è neppure questo il caso". Così, con il supporto di un avvocato avvocato amministrativista, entro i sessanta giorni previsti, Parisi ha impugnato il provvedimento. 

Ora dunque il Ministero dei Trasporti sarà chiamato ad esprimersi sulla questione, ammesso che la decisione arrivi prima del 30 settembre, data in cui la sperimentazione terminerà. Tuttavia il problema di fondo, sottolinea Parisi, è un altro e rimane, perchè - ribadisce il consigliere - a questa prima chiusura il Comune intende far seguire la pedonalizzazione di tutta la piazza. "La gente della zona è venuta da me a firmare la petizione contro la chiusura in primis per la sicurezza, e poi anche per la perdita di posti auto. A che serve pedonalizzare se il Comune non è in grado di garantire la sicurezza? Basta vedere quello che succede in altre zone, come in piazza Risorgimento. Già ora la notte in piazza Redentore si continua a bivaccare, si scorrazza con le moto. Quella chiusura non serve. Lo stesso parroco ha ribadito che gli sta bene la chiusura di quel pezzo di strada, e non di tutto il resto della piazza come l'amministrazione vorrebbe fare". "Allora - conclude Parisi - visto che il quartiere è spaccato, che in molti non sono d'accordo sulla decisione, perchè non fare un referendum, perchè non fare in modo che la gente che sarà coinvolta da questo provvedimento si possa esprimere liberamente? A cosa è servito fare in fretta e furia un'ordinanza che non poteva nemmeno partire? Allora ripristiniamo la legalità e diamo la possibilità al quartiere di potersi pronunciare".

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