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Referendum anti-trivelle, domenica manifestazione a Bari

L'evento concluderà un weekend di mobilitazione, che vedrà in diverse città appuntamenti organizzati dal Comitato referendario per il sì. L'iniziativa presentata oggi a Roma dal governatore Emiliano: "Necessario impedire queste autorizzazioni "highlander", eterne, concesse ai petrolieri"

"1000 piazze, un mare di Sì", è questo lo slogan scelto per il week-end di mobilitazione organizzato dal Comitato referendario per informare gli italiani, per parlare e far parlare del referendum del 17 aprile. Da Torino a Venezia, da Milano a Palermo passando per Roma, il filo conduttore che legherà l’8, il 9 e il 10 aprile le tante grandi e piccole città italiane sarà “vota sì per fermare le trivelle”. Sono previsti flash mob, piazze tematiche, attività di volantinaggio fuori dai supermercati, dai centri commerciali, nei mercati, nelle università, biciclettate, catene umane, concerti, feste in piazza. 

L'evento conclusivo si terrà il 10 aprile a Bari, con la manifestazione/concerto alla quale stanno aderendo istituzioni, associazioni no triv, rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo, che si alterneranno sul palco per sostenere le ragioni del si al referendum del 17 aprile per bloccare le trivelle. Al momento hanno dato la loro adesione l'Orchestra Popolare Notte della Taranta, Dario Vergassola, Davide Ceddia, Stip Cà groove, Chop chop band, Municipale Balcanica, Bari Jungle Brothers, Cantori di Carpino, Faraualla. Non saranno presenti fisicamente, ma daranno un loro contributo Albano Carrisi, Emma e tanti altri.

Le iniziative sono state presentate questa mattina nel corso di una conferenza stampa organizzata a Roma dal Comitato della Regione Puglia, dalla Fiom e dal Comitato Vota sì per fermare le trivelle. 

“Noi il referendum lo abbiamo già vinto cinque a zero contro il Governo – ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - Se non lo avessimo proposto avremmo le trivellazioni entro le dodici miglia, vicino alle spiagge più belle di Italia. Adesso si tratta di arrivare alla fine, andando a votare il 17 aprile per impedire queste autorizzazioni "highlander", eterne, concesse ai petrolieri. Le autorizzazioni devono avere una scadenza, altrimenti diventano un'espropriazione del bene pubblico. Questo è un referendum che tutela il nostro mare, ma anche l'articolo 97 della Costituzione, butta fuori le lobby dalla procedura legislativa, che è stato il cruccio più grande di questi giorni. E in questo modo si recupera quella che noi chiamiamo l'imparzialità della pubblica amministrazione, senza la quale non ci sono diritti, non ci sono garanzie, e soprattutto c'è l'impressione che le istituzioni, anziché essere formate per garantire le persone, siano sviate per garantire singoli gruppi, socialmente irrilevanti, ma economicamente influenti. Continuiamo la nostra campagna per il SI al fianco di questa parte meravigliosa del Paese che difende il suo mare".
 

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