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Trivelle, la Puglia deposita in Cassazione i quesiti referendari

Dieci in tutto i Consigli regionali che hanno deliberato a favore della richiesta di referendum abrogativo. Ieri il via libera dell'assise di via Capruzzi ad una campagna di sensibilizzazione per i cittadini che saranno chiamati alle urne

Puglia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Sardegna e Veneto. Sono in tutto dieci i Consigli regionali che nei giorni scorsi hanno deliberato a favore del referendum contro le trivellazioni in mare.

Oggi le Regioni hanno depositato presso la Corte di Cassazione a Roma le deliberazioni che chiedono un referendum per l’abrogazione dell’art. 35 del Decreto “Sviluppo” e di parti dell’art 38 del Decreto “Sblocca Italia”, relativi ai permessi per la ricerca di idrocarburi in mare. In rappresentanza della Regione Puglia, il vicepresidente del Consiglio, Peppino Longo.

"Ribadisco il mio secco no e quello dell’intero Consiglio alle trivellazioni nei nostri mari - ha commentato Longo - Nella seduta consiliare di martedì 22 settembre, compatti, abbiamo scritto una bella pagina di politica ambientale. Questa è una giornata felice perché dimostra come la Puglia, e anche le altre Regioni che hanno deliberato in tal senso, siano comunità libere. Con questo referendum, però, sia ben chiaro che non lanciamo alcuna sfida, ma espriamo la nostra ferma volontà alla necessaria, forte e leale collaborazione tra governo centrale e quelli dei territori".

Per il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, “ci sono le condizioni per aprire un confronto nazionale su questo tema così sentito dai territori. Non è una sfida al Governo centrale, ma una mano tesa a collaborare per difendere la bellezza, l’ambiente,  l’attrattività turistica delle coste dell’Adriatico e dello Ionio, l'economia marinara, la pesca. Anche Roma avrà verificato che è giunto il momento di dare un segnale di attenzione alla straordinaria sensibilità espressa in tante regioni del Paese e che ha visto la Puglia pronunciarsi in maniera chiara e unitaria a favore del referendum abrogativo No triv”.

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