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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

Quattro referendum sul lavoro, il presidente Emiliano firma le proposte della Cgil

Il governatore pugliese: "Oggi le due più importanti battaglie in campo nel Paese sono quella contro l’autonomia differenziata e questa per superare il jobs act"

“Oggi le due più importanti battaglie in campo nel Paese sono quella contro l’autonomia differenziata e questa per superare il jobs act e le storture che ha prodotto nel mercato del lavoro. Per questo siamo felicissimi di firmare questo referendum”. Ad affermarlo è il presidente della Giunta pugliese, Michele Emiliano, che in mattinata ha firmato, nella sede del Consiglio regionale, le quattro proposte referendarie della Cgil al banchetto allestito dalla Fp Cgil regionale e provinciale insieme alla Camera del Lavoro di Bari.

Assieme ad Emiliano hanno firmato anche il vice presidente della Regione e assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese, e l’assessora regionale all’Ambiente, Serena Triggiani, che si vanno ad aggiungere all’assessore allo Sviluppo, Alessandro Delli Noci che aveva già sottoscritto i quesiti. Firma a sostegno anche della Presidente del Consiglio della Regione Puglia, Loredana Capone, della consigliera del Movimento Cinquestelle ed ex assessora al Welfare, Rosa Barone e del Direttore dell'Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea, Vito Antonio Leuzzi.

“Non fanno certo parte delle iniziative più positive nella storia del Pd sia il jobs act che il superamento dell’articolo 18 - ha affermato Emiliano -. Con la segreteria Schlein il Partito Democratico ha ripreso il cammino in quello che a mio avviso è il suo alveo naturale, ovvero di vicinanza a chi lavora, magari fa fatica ad arrivare a fine mese, non si vuole fare sfruttare, si oppone ai contratti precari che sono il contrario di ciò che la Costituzione prevede e lo Stato dovrebbe fare, ovvero favorire un’occupazione che renda possibile la dignità di ciascuno”.

Per Gigia Bucci, segretaria generale Cgil Puglia, "sono tanti ad oggi gli amministratori, i sindaci, i presidenti di regione che hanno sottoscritto le proposte referendarie. Abbiamo sostenuto fin dall’inizio che questa non è la campagna della Cgil ma che la Cgil offre al Paese, a chiunque senta come prioritario l’impegno per contrastare la precarietà, contro i licenziamenti illegittimi, per migliorare le condizioni dei lavoratori in termini di sicurezza e salute. Il jobs act è stato divisivo, ha prodotte ingiustizie e fratture nel mondo del lavoro e l’azione nostra e di chi intende sostenere i referendum è per risanare questa divisione. E non solo le firme di chi ha incarichi istituzionali ma le tantissime firme raccolte oggi tra i lavoratori del Consiglio regionale della Puglia o che prestano la propria attività presso gli assessorati sono un segnale incoraggiante in tal senso”.

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