Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Referendum sul nucleare, dalla Regione fiducia nella Cassazione

Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna: "Con la moratoria sul nucleare il governo crede di scongiurare il referendum di giugno, ma la parola finale spetta alla Cassazione, il cui pronunciamento attendiamo con fiducia"

Con il decreto omnibus di pochi giorni fa il governo ha approvato la proposta di sospensione dell'iter refendario sul nucleare, avanzata l'11 marzo 2011. Sul decreto dovrà tuttavia pronunciarsi la Cassazione, che dovrà decidere sull'"attualità" del quesito referendario sul nucleare alla luce del nuovo provvedimento del governo, stabilendo se annullare il quesito o meno.

Nella decisione della Cassazione confida la Regione Puglia, da sempre apertamente schierata contro il ritorno del nucleare. Fu proprio la Regione Puglia a presentare, insieme a Toscana e provincia autonoma di Trento, un ricorso alla Corte costituzionale contro il  decreto-legge sulle misure urgenti in materia di energia (n.105 del 8 luglio 2010) con il quale il governo avrebbe potuto "scavalcare" il parere delle Regioni in merito a scelte urgenti riguardanti il piano di approvigionamento energetico del Paese. La Consulta ha di recente accolto in parte quel ricorso, stabilendo che "per la trasmissione, la distribuzione e la produzione dell’energia e delle fonti energetiche che rivestono il carattere strategico nazionale, il Governo debba obbligatoriamente trovare l’intesa con le Regioni, senza poter far ricorso a poteri sostitutivi".

"Con la moratoria sul nucleare nel decreto Omnibus il governo nazionale ha dato solo un fermo immagine alla sua politica a favore dell'uranio. Palazzo Chigi crede così di scongiurare lo spettro referendario di giugno" ha dichiarato ieri in un nota il presidente del consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna. “L’auspicio – continua - è che il 12 e 13 giugno gli italiani si possano recare alle urne per decidere democraticamente sulla scelta nucleare, se accettare il rischio di un futuro contaminato o scegliere un ambiente senza centrali e scorie radioattive e senza la paura che aumentino leucemie e patologie del midollo osseo, ribadendo il ‘NO’ al nucleare già pronunciato dagli elettori nel referendum abrogativo in Sardegna e da tutte le forze politiche del Consiglio regionale pugliese nell’atto di approvare la legge 30 del 2009, che preclude l’installazione in Puglia di impianti di produzione di energia elettrica nucleare”.

E sul decreto omnibus si è espresso anche il consigliere regionale del Gruppo Misto-Psi, Franco Pastore, il quale ha invece sottolineato come proprio attraverso il decreto omnibus il governo continui di fatto la sua strada verso il nucleare: “La moratoria sul nucleare, contenuta nel decreto Omnibus - si legge in una nota diffusa ieri - è utile solo a evitare che tale ipotesi di sviluppo energetico del Paese sia bocciata definitivamente dai cittadini. Col decreto omnibus, infatti, è di nuovo possibile espropriare terreni per costruire centrali, l’Agenzia per il nucleare ha il compito di approfondire il tema della sicurezza degli impianti e il presidente del consiglio può approvare, senza discussione in parlamento, la ‘strategia energetica nazionale’ che prevede di rivalutare tutte le opzioni, nucleare compreso, alternative ai combustibili fossili".
 

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