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Regionali, centrodestra in stallo. Ancora rinviato il tavolo sulle primarie

Ncd-Udc ragionano sulla Costituente popolare e chiedono tempo per decidere. Le primarie sempre più lontane. Schiuttli deciso ad andare avanti qualsiasi sia l'orientamento della coalizione

Tavolo rinviato. Ancora una volta. Ancora con la stessa partitura "ammirata" nel tira e molla delle scorse comunali, con al centro il nodo delle primarie e la collocazione del Nuovo Centrodestra.

La formazione degli alfaniani è attirata dall’idea dell’Udc di costruire una Costituente popolare e per questo motivo ha deciso di prender tempo, tanto da rinviare il tavolo che si sarebbe dovuto convocare venerdì 31 ottobre. Francesco Schittulli e Nino Marmo sono gli unici candidati: per l’oncologo barese la strada è tracciata e anche il passaggio delle primarie appare quasi come un'inutile perdita di tempo. Nino Marmo è appoggiato da Forza Italia, ma non sembra accogliere i desiderata di tutti i berlusconiani. Rimangono gli scudocrociati, già contattati da Michele Emiliano e forse propensi ad una coalizione che ricalchi l’assetto già visto in occasione delle comunali di cinque anni fa, quelle che sigillarono il secondo mandato dell’ex pm alla guida della città di Bari.

Andando avanti è assai probabile che le primarie siano una semplice foglia di fico per nascondere divergenze strategiche in seno alla coalizione dei conservatori. Gli alfaniani ad oggi sono divisi se puntare su Schittulli (ipotesi gradita all’ex sindaco di Molfetta Antonio Azzollini) o su un terzo candidato, che di fatto spaccherebbe la coalizione con  conseguenze immaginabili. Forza Italia paga la frattura tra Raffaele Fitto e Silvio Berlusconi. Si attendono indicazioni da Palazzo Grazioli per evitare di replicare gli errori già consumati cinque anni addietro, quando la volontà dell’ex ministro per i Rapporti con le Regioni di puntare su Rocco Palese, nonostante il Cavaliere fosse orientato a validare il suo assenso alla senatrice Adriana Poli Bortone, si dimostrò fallimentare.

Tutto dovrebbe risolversi in una settimana. Schittulli ha già fatto sapere che andrà avanti per la sua strada, anche perché sostenuto da riscontri positivi  provenienti dai territori. L’ago della bilancia è da costruire, ma ancora una volta l’impressione è che sui programmi stiano prevalendo ragionamenti di ben altro calibro e che hanno a che fare con la distribuzione del potere. Ancora pochi giorni e sapremo se esisterà un centrodestra compatto nella prossima sfida alle regionali.

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