Duello senza fine nel centrosinistra, dal ministro Bellanova ancora un no a Emiliano: "Il Pd scelga un altro candidato"

Un messaggio diretto al partito del governatore in carica e vincitore delle recenti Primarie della coalizione: "Una politica che conduce a un solo uomo tanti ruoli è molto lontana dal richiamo all’unità su una piattaforma inclusiva"

"Faremo pressing sul Pd perché individui in Puglia un candidato che faccia unità e mobiliti la coalizione. E questo non può essere Emiliano". Il ministro per le Politiche Agricole, Teresa Bellanova, lancia un messaggio al partito del governatore in carica e vincitore delle recenti Primarie del centrosinistra. La presidente di Italia Viva, durante un assemblea del partito a Lecce, ha invitato i Dem a non puntare su Michele Emiliano: "In Calabria e in Basilicata il centrosinistra ha perso - ha rimarcato Bellanova - ora si voterà in Puglia e in Campania. Da queste due regioni può partire il processo di riformismo del centrosinistra ma se il Pd continua a guardare solo al risultato dell’Emilia Romagna, vuol dire che abbandona il Mezzogiorno al ribellismo".

"Al Pd - sostiene il ministro -  chiediamo di decidere, e una figura che faccia unità. Emiliano per quanto fatto in questi dieci anni e per quanto ha dichiarato di recente, ovvero che non ha niente a che fare con noi, definendoci superflui, non è certo una figura che fa unità. Quando si va ad affrontare una competizione così impegnativa come quella che abbiamo davanti, bisogna provare a tenere dentro tutti sulla base di un programma condiviso".

Bellanova ha quindi rimarcato: "Su un’idea della politica che deve essere fatta in modo inclusivo, che deve tenere conto delle argomentazioni di tutti ma che deve saper costruire una sintesi. Una politica che conduce a un solo uomo il ruolo di presidente della Regione, di assessore alla Sanità, di assessore all’Agricoltura - ha rilevato - è molto lontana dal richiamo all’unità su una piattaforma inclusiva. Io non sono alla ricerca di un ruolo, il mio contributo è finalizzato insieme a quello di Italia Viva a mettere in campo una nuova classe dirigente- Il Mezzogiorno - ha concluso - ha bisogno di una classe dirigente riformista".

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