Regionali 2020

Il trionfo bis di Emiliano trainato da Pd e civiche. Fitto 'azzoppato': sottotono Lega e Fdi. Male M5S e Italia VIva

Un risultato più netto di quanto preventivato, anche considerando gli Exit Poll che presentavano un serratissimo testa a testa tra il centrosinistra e il centrodestra capitanato da Raffaele Fitto. Democratici primo partito di Puglia. Carroccio e Meloniani sotto le aspettative

Una lunga notte elettorale chiusa già all'ora di cena. Erano passate da poco le 20 quando Michele Emiliano è giunto, con grande anticipo rispetto alle previsioni della vigilia, per celebrare la riconferma a governatore della Puglia. Un risultato più netto di quanto preventivato, anche considerando gli Exit Poll che presentavano un serratissimo testa a testa tra il centrosinistra e il centrodestra capitanato da Raffaele Fitto, accreditati di una forchetta tra il 39 e il 43% e Antonella Laricchia tra l'11 e il 14%. Le previsioni hanno sbagliato per difetto con Emiliano che, a livello regionale, ha incassato quasi il 47% dei consensi, una percentuale assolutamente imprevedibile fino a pochi giorni fa, staccando di circa 8 punti Fitto (sotto il 39%) e lasciando alla candidata pentastellata solo l'11% delle preferenze.

ELEZIONI PUGLIA 2020: IL RIASSUNTO DELLA GIORNATA ELETTORALE

I NUMERI: RISULTATI DI LISTE E CONSIGLIERI

Nettamente più indietro gli altri candidati in corsa. Ininfluente il renziano Ivan Scalfarotto (Italia Viva e due civiche), sotto anche il 2% di voti. Ancor più indietro il 'ribelle' ex M5S Mario Conca (Cittadini Pugliesi), sotto l'1% ma primo nella sua Poggiorsini e ben suffragato a Gravina. Percentuali da prefisso telefonico del Nord Italia (dallo 0,4 allo 0,1) per gli altri candidati: nell'ordine Nicola Cesaria (Lavoro Ambiente e Costituzione), Franco Bruni (Fiamma Tricolore), Andrea D'Agosto (Riprendiamoci l'Italia).

Se scendiamo nel dettaglio delle liste, nella squadra di Emiliano brilla il Pd che si conferma primo partito di Puglia con quasi il 18% delle preferenze. Altre tre liste supererebbero la soglia di sbarramento e d'accesso in Consiglio per chi corre in coalizione, ovvero il 4%: Con Emiliano (trainata dall'epidemiologo Pier Luigi Lopalco) con oltre i 6,6%, i cassaniani di Popolari per Emiliano vicini al 6% e Senso Civico (riferimento principale l'assessore Alfonso Pisicchio) di poco sopra al limite. Non avrebbero raggiunto per pochi decimali il traguardo del 4% la civica 'dei sindaci', Italia in Comune. e Puglia Solidale Verde, contenitore a sinistra della coalizione di Emiliano. Più indietro Emiliano sindaco di Puglia e tutte le altre compagini che componevano le 15 teste della squadra.  E lo stesso governatore rieletto, a caldo, ha sottolineato "il grande lavoro d'equipe" fatto "per salvare un processo politico che in 15 anni ha fatto grande questa regione". E non pochi hanno notato l'impegno notevole di big pugliesi e nazionali come Antonio Decaro e Nichi Vendola che, negli ultimi giorni, hanno tirato la volata per un Emiliano che nei sondaggi era dietro Fitto seppur in recupero. Analizzando le cifre della circoscrizione provinciale di Bari il Pd balza al 20%, seguito dal Con (6,7%), Puglia Solidale Verde (5,8%), Italia in Comune (5,2%) e Popolari con Emiliano (5,1%). Non bene Senso Civico che restando sotto il 3% rischia di compromettere, proprio con il risultato barese l'ingresso in Consiglio anche se poi bisognerà fare delle valutazioni con resti e premio di maggioranza.

Nel centrodestra i numeri di lista sono molto deludenti se paragonati alle aspettative e ai valori nazionali, tenendo conto della presenza costante dei leader Meloni, Salvini e Tajani in Puglia: il primo partito della coalizione è Fratelli d'Italia, con quasi il 13% dei suffragi. Male la Lega, poco sotto il 10%, avanti d'un soffio su Forza Italia (8,9%) e la sorprendente civica La Puglia Domani (8,5%). Sotto il 2% Nuovo Psi-Udc. La fotografia barese vede Fdi con percentuali simili aggiudicarsi il derby con il Carroccio (10,2% contro il 9%) seguiti da Fi (8,9%) e La Puglia Domani (7,1%). Le riflessioni nel centrodestra dovranno essere approfondite per capire le ragioni di un flop così netto in favore di Emiliano. C'è un distacco di oltre 2,5 punti a livello regionale tra il voto per il candidato presidente Fitto (38,9) e la somma delle liste (41,3) che, seppur abbastanza rilevante, non è sufficiente a spiegare completamente la sconfitta. Per fare un paragone, Emiliano ha ottenuto oltre il 46,8% personale a fronte di un 45,3 di coalizione. A domanda in conferenza, sul poco entusiasmo della Lega durante la campagna (i salviniani avevano il loro quartier generale in un altro albergo barese rispetto alla sede del centrodestra) Fitto ha risposto in modo netto: "Non ho elementi e motivi per dire che la Lega non ha votato per me“

A completare il quadro c'è la prestazione sottotono dei Cinquestelle che con Laricchia vanno all'11,1 per la candidata con, invece, uno 10,4% di coalizione (M5S più Civica). Il voto disgiunto, dunque, non c'è stato, visto che il saldo è positivo per la consigliera pentastellata. In questo caso, dunque, si può parlare di una perdita effettiva dei voti, per un Movimento che rispetto alle scorse Regionali (una vita politica fa) ha circa il 5% dei consensi dopo aver toccato, negli anni scorsi, percentuali clamorose alle Politiche. E la stessa Laricchia, insoddisfatta per il risultato, ha affermato di voler riuscire a "parlare di più ai pugliesi" per rinvigorire il Movimento nella regione.

In ultimo l'analisi sulla prestazione di Ivan Scalfarotto che con Italia Viva (e altre due liste) avrebbe sperato di diventare l'ago della bilancia nella vittoria o nella sconfitta di Emiliano: l'obiettivo è totalmente fallito nonostante l'apporto dei big (a cominciare da Renzi) venuti in Puglia durante la campagna. Il risultato finale è un 1,6% personale con 1,5% di lista, deludente anche per Scalfarotto. Troppo poco per contare qualcosa.

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