Puglia senza doppia preferenza di genere, Conte scrive a Emiliano: urgono norme per garantire equilibrio

In una lettera inviata al presidente della Regione, il premier invita il governatore ad allineare la legge elettorale pugliese alle indicazioni previste dalla legge nazionale sull'equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei Consigli regionali

La Puglia resta tra le Regioni che non hanno ancora adeguato la propria legge elettorale alle norme sulla rappresentanza di genere. L'invito ad allinearsi "con la massima urgenza" alle "disposizioni di principio introdotte dalla legge 20 del 2016" sulla doppia preferenza di genere arriva ora dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha indirizzato una lettera al governatore pugliese, Michele Emiliano.

"Come saprai - scrive Conte - il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, ha reso una informativa in relazione ad una ricognizione effettuata sulla legislazione regionale ed e' emerso che le leggi elettorali di alcune Regioni, fra cui la tua, non si sono adeguate" alle norme che intendono "garantire l'equilibrio della rappresentanza tra donne e uomini nei Consigli regionali". L'adeguamento diventa importante perché le leggi attualmente in vigore "non consentono l'espressione della seconda preferenza riservata a un candidato di sesso diverso o non prevedono le quote di lista". Conte ricorda che già lo scorso 5 giugno Boccia "ha sollecitato le Regioni interessate ad adeguarsi senza peraltro alcun esito".  "Sarai d'accordo con me sull'importanza, ancor più in questo particolare contesto storico in cui occorre dare nuovo impulso per costruire il futuro del nostro Paese, di garantire l'equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini all'interno dei Consigli regionali", conclude il premier.

La risposta di Emiliano

“Gentile Presidente, grazie per questo Tuo intervento che rappresenta pienamente la mia posizione sul tema - scrive Emiliano in una nota di risposta a Conte - L’introduzione nella legge elettorale pugliese della doppia preferenza di genere per garantire una effettiva rappresentanza delle donne negli organi legislativi è un punto del nostro programma di governo della Regione. Essendo stato scritto dal basso, da migliaia di cittadini, quel programma esprime fortemente la volontà popolare. La competenza è del Consiglio regionale che, malgrado le mie ripetute sollecitazioni e richieste, non ha ritenuto finora di mettere in agenda la discussione sulla doppia preferenza. Ho immediatamente inoltrato al Presidente del Consiglio regionale la Tua lettera unitamente a una mia nota per sollecitare a intervenire in tal senso. In caso di mancato adeguamento nell’arco dei prossimi giorni da parte del Consiglio regionale, considero l’intervento del Governo nazionale annunciato nei giorni scorsi a favore della introduzione della doppia preferenza di genere nella prossima tornata elettorale un atto legittimo e di assoluta condivisione”.
 

Boccia: "Parità di genere riforma di civiltà"

“Ringrazio il Presidente del Consiglio per aver dato seguito in maniera tempestiva all’informativa fatta in Cdm sulla necessità di intervenire sulle leggi elettorali regionali per inserire la parità di genere. Sono sicuro che i consigli regionali inadempienti non si faranno imporre la norma ma agiranno in maniera responsabile. Anche in una democrazia matura quando i legislatori territoriali non riescono ad adattare le norme a dei diritti sacrosanti le forzature diventano inevitabili. È sempre avvenuto così, anche nei momenti più controversi della storia dei principali diritti negati. E il diritto di rappresentanza di genere nelle assemblee regionali è un diritto sacrosanto. Una menzione particolare va al movimento ‘2votimegliodi1’, che raccoglie decine di donne e di associazioni territoriali e nazionali, per aver sempre incalzato le istituzioni in questa che è una riforma di civiltà; dopo la loro sollecitazione ho scritto formalmente alla Conferenza delle Regioni affinché anche in vista della prossima tornata elettorale regionale, le Regioni inadempienti potessero adeguare le rispettive leggi elettorali all'equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini. Tema arrivato poi in Consiglio dei ministri e condiviso dal governo e da tutta la maggioranza”.

*Ultimo aggiornamento ore 21


 

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(foto da Pisatoday)

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