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Centrodestra, Marmo ritira la candidatura per le Regionali: "Coalizione ha rifiutato il confronto"

Il vicepresidentte del Consiglio regionale, il primo a scendere in campo chiedendo le primarie, si ritira dalla corsa e accusa gli altri esponenti della coalizione di essere stati sordi alle richieste di dialogo: "Da Roma e Bari decisioni chiuse nelle stanze del potere"

Nino Marmo non ci sta, e si ritira dalla corsa per le Regionali 2015. Il vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, primo a scendere in campo per il centrodestra invocando la necessità di celebrare le primarie, annuncia il ritiro della sua candidatura.

Una decisione sulla quale ha evidentemente influito anche il recente incontro romano tra Berlusconi e Schittulli, alla ricerca del sostegno del leader di Forza Italia alla sua candidatura. La coalizione, del resto, è sempre sembrata più incline a convergere su un unico candidato piuttosto che ad accogliere l'invito alle primarie avanzato da Marmo e più volte rilanciato da Raffaele Fitto.

"La mia candidatura alle Primarie per la Presidenza della Regione Puglia - spiega Marmo in una nota - nasceva dall’amore per la nostra terra e dalla voglia di dare concretezza alla decisione presa a giugno, da tutto il centrodestra, di utilizzare tale strumento per la scelta del candidato. Ero convinto allora, così come oggi, in questo momento storico, che aprirsi al confronto con i cittadini e stimolarne la partecipazione fosse l’unica strada utile per costruire l’alternativa al centrosinistra e, al tempo stesso, offrire nuova linfa a una coalizione, la nostra, ormai apatica e chiusa in se stessa".

Ma alla fine non è stata la strada delle primarie a prevalere. "La scelta delle primarie - prosegue Marmo - sembrava, finalmente, aprire le porte a una nuova stagione per la Puglia e porre le basi per la ricostruzione del centrodestra. Porte che però sono state ben presto chiuse a doppia mandata nelle stanze del potere di Roma e Bari. Più volte, dopo la mia candidatura, ho invocato il confronto con gli esponenti della nostra coalizione, invitandoli a candidarsi e a sostenere con me le primarie. La risposta è stata il silenzio".

"Per questo - conclude il candidato - rimetto la mia candidatura nelle mani del partito e attendo che sia trovata al più presto una degna soluzione. Non cercherò scorciatoie per accedere alle stanze romane, direttamente o attraverso noti circoli ristretti, per elemosinare benedizioni come altri fanno". "Io, per parte mia, continuerò a battermi con ogni mezzo per proporre una visione differente. Poco importa se lo farò come persona chiamata a gestire la cosa pubblica o da privato cittadino".

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