Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Regionali, il centrodestra non decide: "Primarie ipotesi minoritaria"

Slitta ancora la scelta del candidato governatore, ma l'ipotesi delle consultazioni di coalizione, rilanciata da Fitto qualche giorno fa, non sembra essere la più accreditata. Il candidato Marmo: "Rinvii e ritardi che ci danneggiano"

I rappresentanti dei partiti di centrodestra al vertice della coalizione

Si chiude ancora con un nulla di fatto l'ennesimo vertice del centrodestra in vista delle Regionali della prossima primavera. Nessuna decisione definitiva sul candidato governatore è arrivata dalla riunione odierna, alla quale hanno partecipato Nuovo centrodestra, Forza Italia, Puglia prima di tutto, Movimento Schittulli, Fratelli d'Italia e Nuovo Psi.

Al termine dell'incontro il vice coordinatore regionale di Forza Italia, Antonio Distaso, ha riferito che l'ipotesi delle primarie, ultimamente rilanciata da Fitto e sostenuta da Fi e Puglia prima di Tutto, è risultata minoritaria nella coalizione. Nei prossimi giorni gli esponenti regionali dei partiti si confronteranno con i vertici nazionali, con l'obiettivo di giungere ad una decisione definitiva prima di Natale. Intanto, oltre ai nomi di Marmo e Schittulli, vanno emergendo altri possibili candidati come il giornalista Vincenzo Magistà.

Molto critico sull'ennesimo rinvio della decisione il candidato Nino Marmo, vicepresidente del Consiglio regionale. "Stiamo collezionando rinvii e ritardi - afferma Marmo in una nota - che stanno danneggiando l’intera coalizione di centrodestra e Forza Italia”. Lo dichiara il consigliere del PdL- FI, Nino Marmo Vicepresidente del Consiglio regionale". "Continuiamo a perdere tempo prezioso – aggiunge - e questo sta per scadere, inesorabilmente. Forza Italia è ai minimi storici del consenso eppure da Roma c’è chi, pur non conoscendo affatto la realtà pugliese, boccia le primarie a priori". Invece, prosegue Marmo, "non dovremmo essere quelli che temono il confronto con l’elettorato e le primarie servirebbero non per conservare posizioni di potere, ma per lanciare un messaggio ai cittadini: ‘in una politica prevalentemente inquinata, noi che siamo persone perbene vogliamo darci da fare per ripulirla e siamo pronti a far scegliere a voi la classe dirigente’. Il messaggio delle primarie sarebbe questo e, certo come sono che porteremmo più di 140 mila persone al voto, potremmo uscire dall’impasse e convocarle".

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