Politica

Regionali, confermata lista unica Sel-Puglia in più

Nonostante i malumori interni alla base, ieri è arrivata l'ufficialità del listone insieme a Stefàno

Il senatore Dario Stefàno

Era nell’aria da un mese. E forse anche prima. Ora è giunta l’ufficialità: Sel non parteciperà alle prossime elezioni regionali con il proprio simbolo, ma con un cartello che metterà insieme sia la formazione vendoliana che il movimento facente capo a Dario Stefàno. L’ex assessore regionale alle Politiche Agricole rappresenta quindi colui che traghetterà l’esperienza di Vendola nelle prossime consultazioni elettorali. Chiaro è  che Stefàno (classificatosi secondo alle primarie che hanno incoronato Michele Emiliano a candidato del centrosinistra, ndr)  rappresenta un elettorato che va da ben al di là della formazione rappresentata da Vendola. Nel suo curriculum politico si è impegnato dapprima con l’Udc, poi con la Margherita ed infine nel "La Puglia per Vendola". Si sa che il suo profilo politico riesce ad intercettare anche porzioni di consenso nel mondo imprenditoriale oltre che in quello proveniente dall’area cattolica.

Da qui il mal di pancia interno agli iscritti di Sel che, pur avendo sostenuto con convinzione Stefàno nella delicata sfida del 30 novembre scorso, non volevano che Sel confluisse in un listone elettorale con la “Puglia in più”.  I vertici del partito hanno voluto prendere una decisione a mezza strada e, in una nota ufficiale diramata a valle dell'assemblea provinciale svoltasi ieri pomeriggio, hanno ufficializzato  la costruzione di una lista unitaria fra Sel, Puglia in Più “e altre realtà sociali che, nell’ambito della coalizione di centrosinistra, riescano a rappresentare e proiettare in termini elettorali la seconda gamba della coalizione, un polo di sinistra e di progresso diverso per identità e contenuto da quello rappresentato dal Pd e dai suoi alleati moderati”.

Ora si tratterà di capire se questa decisione riuscirà a convincere il mondo di simpatizzanti e militanti che invece richiedevano un impegno preciso da parte di Vendola nella conservazione di una esperienza politica e di governo che ora rischia cadere nell’anonimato. Fatto sta che il listone permetterà a molti di trovare un riferimento in uno spazio politico sempre più compresso dalla presenza di un Pd a vocazione maggioritaria. Presto si procederà con la definizione delle liste. E qui si scoprirà se si tratta di una operazione di vero allargamento o di puro maquillage. Vendola intanto a Roma pensa a come federare il mondo della sinistra italiana intorno ad un disegno politico che metta in seria discussione sia “il modello liberista” che il governo Renzi. Insomma, il dopo Human Factor è tutto da costruire.

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