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Il Consiglio regionale approva la riforma dell'Arpal: decade il direttore generale Massimo Cassano

L'ok dell'assise di via Gentile dopo numerosi rinvii e un'accesa discussione: l'agenzia regionale delle Politiche attive per il lavoro sarà guidata da un consiglio di amministrazione. Via il dg, alle ultime elezioni candidato (tra le polemiche del Pd), con Azione

Passa in Consiglio regionale la proposta di legge per la riforma dell'Arpal, l'agenzia pugliese per le Politiche attive del Lavoro. Dopo diversi rinvii nei mesi scorsi, e un'accesa discussione nel corso della seduta odierna, è arrivato il via libera dell'assise di via Gentile, con 18 voti favorevoli, 14 astenuti (centrodestra) e 8 contrari (Civici di Emiliano).

Il nuovo assetto dell'Arpal 

La proposta di legge a firma Amati, Tutolo, Mazzarano e Mennea, emenda l’articolo 9 della legge regionale in materia di politiche attive del lavoro e per il contrasto al lavoro nero, modificando l’assetto organizzativo dell’Agenzia regionale. L’Arpal sarà guidata quindi da un Consiglio di Amministrazione, composto da un presidente e due componenti, da un direttore e da un revisore unico. Così come per il direttore ed il cda, anche il revisore unico sarà nominato dalla Giunta regionale che ne stabilirà il compenso e sarà scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori legali. 

La decadenza del dg Massimo Cassano

Con un emendamento a firma Fabiano Amati, con l’entrata in vigore di questa legge decade il direttore generale dell'agenzia, Massimo Cassano. Proprio la decadenza del dg è stato uno dei punti più dibattuti in Consiglio (hanno votato contro i civici di Emiliano). Cassano, nominato dallo stesso Emiliano, alle ultime elezioni politiche di settembre si era candidato con Azione di Calenda, provocando non poche polemiche nel centrosinistra e nel Pd in particolare. Nel periodo transitorio tra la decadenza e la nomina del Consiglio d’Amministrazione, secondo quanto prevedela legge, le relative funzioni saranno svolte dal direttore del Dipartimento regionale politiche del lavoro, nei limiti della gestione ordinaria e senza ulteriore compenso. Tale sistema di governance si applicherà a ciascuna Agenzia regionale strategica, ma sino all’entrata in vigore delle singole leggi regionali modificative, si continueranno ad osservare le norme vigenti. Agli oneri derivanti dall’attuazione della legge si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

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