Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Regione, Vendola dice no alla riduzione degli assessori e nomina Giannini ai Trasporti

Cade nel vuoto la proposta del Pd, che pur rinnovando la fiducia al governatore aveva chiesto che gli assessori fossero 10 e non 12. L'assessore al Bilancio del Comune di Bari prenderà il posto di Decaro nella nuova giunta regionale

Dopo giorni di polemiche e malumori, la tregua era sembrata arrivare in serata: attraverso un comunicato, il gruppo consiliare del Pd aveva rinnovato la sua fiducia al presidente Vendola, dicendosi pronto a collaborare con il governatore per stilare il nuovo programma di governo. Una soltanto la richiesta indirizzata a Vendola: ridurre il numero degli assessori da dodici a dieci, prendendo atto delle rinunce di Decaro e Stanisci e non nominando dei sostituti.

Ma la sollecitazione del Pd non è stata accolta da Vendola, che neppure un'ora dopo la diffusione del comunicato del gruppo consiliare, ha ufficializzato la nomina di Giovanni Giannini (assessore al Bilancio del Comune di Bari, ndr) ai Trasporti, in sostituzione di Decaro. "La scelta di Giannini - spiega un comunicato della giunta regionale - è motivata per le sue indubbie capacità amministrative dimostrate su alcuni temi sensibili quali le opere in materia di edilizia residenziale pubblica. La Giunta, ora, nella pienezza delle sue funzioni e dei suoi componenti potrà dare corso alle attività le cui linee programmatiche saranno approfondite, nei prossimi giorni, con parti sociali, cittadinanza attiva e forze politiche".

Vendola dunque va avanti per la sua strada, e, nonostante il segnale di 'distensione' dato dal Pd, dimostra di non essere disposto a rinunciare alle sue prerogative di presidente in merito alla composizione della giunta. Intanto sulle scelte di Vendola e sul nuovo governo regionale piovono critiche. A cominciare da quelle lanciate dall'opposizione: "La Regione - afferma Fitto, parlamentare Pdl - è priva di Governo, paralizzata dai postumi di una sonora umiliazione inflitta al Pd da Vendola, il quale ha minacciato dimissioni che in realtà spera di poter dare a cuor leggero quanto prima, magari incolpando il Pd di non avergli consentito di restare in Puglia a continuare a fare il presidente della Regione".

Ma un invito alla riflessione e all'autocritica proviene anche dall'interno della maggioranza, dall'assessore Guglielmo Minervini (prima ai Trasporti, passato con il rimpasto alle Politiche giovanili), che ieri ha indirizzato una lettera a Vendola invitandolo a riflettere su un risultato elettorale attraverso il quale i pugliesi "hanno mostrato il loro profondo disappunto verso un governo regionale che, in questo mandato, è stato caratterizzato, sostanzialmente dal primo giorno, dalla precarietà pre-elettorale". "Si è radicata la convinzione - scrive Minervini - che la Puglia non fosse il fine del nostro impegno politico ma solo un mezzo". "Mentre nel tessuto sociale ed economico della regione i morsi della crisi si facevano più dolorosi, abbiamo dato l’impressione di togliere le tende". "Questo è il punto chiave per ripartire. - rilancia Minervini -  Rimettere la Puglia al centro della nostra attenzione, con un’agenda chiara e stringente delle cose da fare, per dare a questa legislatura una “missione”. Per dire che non l’abbiamo sprecata".

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