Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

La Regione taglia i costi della politica, abolito il vitalizio

Decisi anche tagli alle indennità eriduzione dei contributi ai gruppi consiliari. Le nuove disposizione entreranno in vigore dal 1° gennaio 2013, con un risparmio di 5 milioni di euro all'anno

Tagli alle indennità di presidenti e consiglieri, abolizione del vitalizio, riduzione dei contributi ai gruppi consiliari. La Regione Puglia taglia i costi della politica, recependo, prima in Italia, il decreto legge emanato dal governo nazionale. Molte delle novità approvate oggi in consiglio regionale entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2013, comportando un risparmio annuale di circa 5 milioni di euro. Risparmio che verrà ulteriormente rafforzato con la definitiva riduzione del numero dei consiglieri (da 60 a 50) che sarà approvato la prossima settimana.

"Siamo la Regione che pesa di meno sui cittadini per il suo funzionamento e oggi abbiamo fatto un ulteriore passo avanti nella riduzione delle spese - ha commentato il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna - Dal primo gennaio 2013 si cambierà regime. Le spese di funzionamento della macchina consiliare si riducono ulteriormente. Le risorse assegnate ai gruppi consiliari subiranno una ulteriore riduzione del 50 per cento".

LE NOVITA' - In particolare, a partire dal 1 gennaio 2013 i consiglieri regionali percepiranno un emolumento inclusivo di qualsiasi indennità e spese per l'esercizio del mandato, variabile (al lordo delle trattenute fiscali e previdenziali) dagli 11.100 euro (consigliere regionale), ai 12.300 euro
(presidente di gruppo, di commissione, consigliere segretario), ai 12.600 euro (vice presidente di giunta, del consiglio regionale, assessore), sino ai 13.800 euro percepiti da presidente della Regione e presidente del Consiglio regionale.

Dal 2013 cessano anche gli istituti dell'assegno di fine mandato e del vitalizio che non potrà più essere percepito da quei consiglieri regionali condannati in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione. Ribadito il divieto di cumulo di indennità ed emolumenti e l'obbligo per il titolare di più cariche di optare per una sola. Stabilita la partecipazione gratuita alle Commissioni permanenti, speciali e d'inchiesta.
Saranno inoltre previste sanzioni a carico dei Consiglieri regionali che non partecipano ai lavori dell'aula. Le norme sulla pubblicità della situazione patrimoniale (legge regionale del 1982) sono state estese anche agli assessori regionali e sono state rese più esaurienti e specifiche le informazioni patrimoniali richieste.

Modificata anche la legge che regola il funzionamento dei gruppi consiliari per assicurare trasparenza e tracciabilità delle spese. La decorrenza delle norme è fissata al prossimo anno, quando ai gruppi consiliari sarà assegnato un contributo annuo di 5000 euro (il 50% rispetto all'attuale) per
ciascun consigliere iscritto. Ribadito il principio della destinazione delle somme (a scopi istituzionali, studio, editoria e comunicazione). Dal prossimo esercizio finanziario ed entro il 31 gennaio di ogni anno, ciascun gruppo è tenuto ad approvare un rendiconto di esercizio strutturato secondo linee guida uniformi a tutte le Regioni, a trasmetterlo al Presidente del Consiglio che a sua volta lo trasmette alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti e dispone la sua pubblicazione sul sito web del Consiglio regionale.
 

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