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Cala il gettito fiscale per l'emergenza Covid, venti milioni di euro in meno per il Comune di Bari: i numeri del rendiconto 2020

Le maggiori spese legate alla pandemia coronavirus, al netto dei risparmi derivanti dal lungo periodo di inattività di alcuni servizi, "si sono mantenute in termini assorbibili" spiega l'assessore D'Adamo

“Nonostante le difficoltà causate dalla pandemia, il Comune di Bari chiude i conti del 2020 in un quadro estremamente positivo contraddistinto, tra le altre cose, dall’aumento del fondo di cassa finale": è quanto ha affermato l'assessore cittadino al Bilancio, Alessandro D'Adamo commentando il Rendiconto di Gestione 2020 dell'amministrazione barese, presentato nel corso di una conferenza cittadina sul tema.

D'Adamo sottolinea un risultato che è composto anche "dal miglioramento del risultato di amministrazione, da cospicui investimenti sul territorio, dall’abbattimento dello stock di debito, dal recupero delle somme frutto della lotta all’evasione nonché dal rispetto dell’indicatore annuale di tempestività dei pagamenti e dalla riduzione del debito complessivo da transazioni commerciali. Le singole voci del Rendiconto di Gestione ci consentono di affrontare con forza e determinazione la programmazione e la gestione del Bilancio di Previsione 2021/2023, attraverso il quale, a fronte del perdurare dell’emergenza sanitaria, metteremo in campo ogni possibile intervento per garantire maggiori benefici ai cittadini, in un momento di oggettiva difficoltà del tessuto economico e produttivo che richiede più che mai di valorizzare la funzione sociale del Comune. Ringrazio la direzione della Ragioneria per l’impegno straordinario con cui ha affrontato le criticità legate a questo periodo e tutto il personale dell’assessorato che ha consentito di portare avanti un lavoro molto complesso, in alcuni casi con modalità del tutto nuove”.

Complessivamente la perdita di gettito di entrate 2020 rispetto al 2019 è stata di circa 20 milioni di euro, mentre le maggiori spese Covid, al netto dei risparmi derivanti dal lungo periodo di inattività di alcuni servizi, si sono mantenute in termini assorbibili. In ogni caso, la misura delle maggiori/minori spese Covid sarà determinata entro la fine del mese di maggio quando ciascuna amministrazione beneficiaria di contribuzioni statali sarà tenuta ad inviare al ministero dell’Economia apposita certificazione degli effetti finanziari conseguenti alla pandemia.

La disponibilità di cassa complessiva a disposizione dell’amministrazione al termine dell’esercizio si attesta nella misura di oltre 234 milioni di euro, con un incremento del 7% circa rispetto al 2019 (219 milioni), del 18% circa rispetto al 2018 (199 milioni), del 32% circa rispetto al 2017 (177 milioni), del 45% circa rispetto al 2016 (161 milioni). Costituisce, inoltre, una componente essenziale del risultato di amministrazione al 31 dicembre e indica il livello di liquidità a disposizione del Comune di Bari, che nel quinquennio 2015/2020 è aumentata di oltre 70 milioni di euro.

Il risultato di amministrazione complessivo 2020, prima della sua scomposizione nella parte accantonata/vincolata/destinata, risulta pari a 426 milioni di euro e registra un incremento (+10%) rispetto al risultato del 2019, tanto da consentire l’integrale recupero della rata annuale di disavanzo da riaccertamento straordinario accertato con l’avvio dell’armonizzazione contabile, il prudente incremento delle dotazioni destinate alla copertura dei rischi futuri nonché l’avvio o la prosecuzione di numerosi lavori pubblici e servizi finanziati con entrate a destinazione vincolata senza necessità di ricorrere a nuovo indebitamento. Per quanto riguarda la lotta all’evasione, sono stati accertati crediti per un importo pari a circa 13 milioni di euro, comprensivi di sanzioni e interessi, parte dei quali già incassati nel corso nel corso dello stesso esercizio.

Per i residui attivi relativi a crediti di natura tributaria la consistenza finale registra un incremento rispetto al 2019: si passa, infatti, da residui attivi finali del 2019 pari a 142 milioni di euro a residui attivi finali pari a 165 milioni nel 2020. La maggior parte è ascritta ai crediti TARI per il quali, sempre a causa dell’emergenza sanitaria, la scadenza delle ultime due rate di pagamento del tributo è stata fissata rispettivamente a febbraio ed aprile 2021 (a differenza del 2019 per il quale le scadenze di pagamento furono stabilite tutte entro il medesimo esercizio). Per i residui attivi relativi a crediti di natura extratributaria, ovvero da servizi, canoni e multe al codice della strada, la consistenza finale registra un incremento rispetto al 2019, assestandosi al termine dell’esercizio in misura pari a 119 milioni di euro circa.

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