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Il Consiglio dice sì al Rendiconto di Gestione: "Cala l'indebitamento del Comune"

Voto favorevole dell'aula 'Dalfino' dopo la seduta sospesa ieri per mancanza del numero legale.

Il Consiglio comunale ha detto sì, dopo la seduta 'flop' di ieri, al Rendiconto di gestione 2016, il documento che fotografa la situazione dei conti e dei risultati raggiunti sul fronte finanziario da Palazzo di Città. La delibera è stata approvata questa mattina con il voto della maggioranza a sostegno del sindaco Decaro. Tra i numeri più significativi, illustrati dall'assessore al Bilancio; Alessandro D'Adamo, vi è una riduzione dell'indebitamento del 6,68%, sceso a circa 95,6 milioni di euro.

"Sono soddisfatto - commenta l'assessore -. Nei mesi scorsi un articolo apparso sul Sole 24 Ore pubblicava un’analisi sul livello di indebitamento dei Comuni italiani che vede Bari collocarsi al terzo posto nella classifica dei comuni virtuosi dopo Padova e Bologna. Il Comune di Bari è riuscito, prima di tutto, a rispettare il saldo di finanza pubblica nonostante le rigide regole che caratterizzano questo strumento di contenimento della spesa, introdotto specificatamente per gli enti locali e le Regioni. Il risultato positivo, tutt’altro che scontato, oltre a fornire un contributo ai conti pubblici, ha scongiurato l’applicazione delle pesanti sanzioni previste in caso di mancato rispetto, che avrebbero condizionato non poco la programmazione e gestione del corrente esercizio finanziario 2017".

Calano anche i debiti fuori bilancio, ridotti del 70% rispetto all'anno precedente (3,4 milioni di euro). La situazione di cassa vede 161,3 milioni di euro risultanti dalle scritture contabili, con un saldo positivo di 63 milioni per la gestione: "Altro elemento di estremo interesse - conclude D'Adamo - è rappresentato dalla spesa del personale.  Quest’ultima" di circa 82 milioni di euro "parametrata alla spesa sostenuta dagli altri Comuni di analoga grandezza, si attesta su un valore davvero contenuto, il che conferma che il personale del Comune è sottoposto a uno sforzo significativo per assicurare il corretto svolgimento delle numerose rispettive attività".

Tra le opposizioni, però, non mancano voci critiche al provvedimento. Da Michele Picaro (Area Popolare) è arrivato un "voto sfavorevole alla proposta di delibera perché a fronte dell'aumento delle spese correnti di 8 milioni di € (si passa dai 303 milioni 2015 ai 311 milioni di spesa corrente) e dell'aumento indiscriminato delle tariffe, non vi è stata l'equazione corretta di un miglioramento della qualità dei servizi".

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