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Rimpasto in Giunta regionale, Sinistra Italiana: "Il cambio di 2 assessori esterni sarebbe risposta insufficiente"

Il segretario regionale pugliese del partito, Mino Di Lernia: "Il senso ultimo della vicenda, così come è stata presentata, si risolve in una sostituzione di nomi, con il danno ulteriore che la nostra Anna Grazia Maraschio venga percepita come uno degli elementi problematici dal punto di vista etico"

"La sintesi che il presidente della giunta regionale pugliese Michele Emiliano ha fatto dopo la riunione di maggioranza, non rende giustizia ai temi molto articolati e affrontati per circa 4 ore. Se dalla richiesta iniziale di azzeramento della giunta, utile ad aprire una discussione politica, si dovesse passare alla soluzione finale di cambiare i due assessori esterni, pur considerando i limiti dello statuto, saremmo di fronte ad una risposta insufficiente". Lo afferma il segretario regionale pugliese di Sinistra Italiana, Mino Di Lernia.

"Il senso ultimo della vicenda, così come è stata presentata, si risolve - prosegue l’esponente della sinistra pugliese - in un cambio di nomi, con il danno ulteriore che la nostra Anna Grazia Maraschio venga percepita come uno degli elementi problematici della giunta dal punto di vista etico. Un paradosso: Anna Grazia Maraschio è uno degli esponenti dalla lineare storia politica e dall’incontestabile profilo morale".

"Riteniamo utile elencare - sottolinea il leader pugliese di SI - i temi che sono stati approfonditi, e che sarebbero dovuti diventare oggetto di discussione per procedere poi naturalmente a delle soluzioni: il cambio dello statuto regionale per rendere più democratica la giunta e più indipendente il consiglio regionale dal ruolo e dai compiti del governo, la revisione della legge elettorale; la rotazione dei dirigenti; un maggiore controllo dei partiti e dei soggetti politici sulle attività politiche; stabilire un tetto alla quantità di liste che si possono presentare alle elezioni, per evitare la proliferazione di finte civiche, che spesso stanno alle dirette dipendenze del capo di turno; fare ordine nei Comuni, dove non può esserci una transumanza continua fra uno schieramento e l’altro, utilizzando le liste civiche".

"Difficile accettare che la sintesi del lavoro svolto durante la riunione di maggioranza sia chiedere a noi un nome al posto di Annagrazia Maraschio, una persona seria e perbene, che nulla ha a che fare con pratiche politiche poco chiare e cha ha lavorato in questi anni nell’esclusivo interesse dei pugliesi. Per quanto ci riguarda - conclude Di Lernia - non avendo mai avuto problemi di posti da occupare, come abbiamo già detto nella riunione di ieri, rimettiamo a lui la scelta del da farsi rispetto alle deleghe".

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