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Salvini durante la visita al quartiere Libertà - Foto Ansa

Salvini durante la visita al quartiere Libertà - Foto Ansa

Salvini, il "bagno di folla" al Libertà e quel video che sa di propaganda

Il vicepremier pubblica sulla sua pagina Fb un video per ringraziare i baresi "dell'accoglienza spettacolare". Ma la sua presenza nel quartiere, più che la visita di un ministro, ha il sapore di una tappa elettorale

Il montaggio serrato di strette di mano, selfie e pacche sulle spalle, la musica che le accompagna, e quel brusio di voci, forse un po' troppo forte per non risultare innaturale, almeno per una folla non così 'oceanica' come si vorrebbe far sembrare. E così, sulla pagina del ministro dell'Interno Salvini, il video confezionato per mostrare "l'accoglienza spettacolare" ricevuta al Libertà e ringraziare i baresi (non più di trecento, in realtà, quelli che lo hanno accolto al Libertà) ha tutto il sapore della propaganda. Quella che si fa in campagna elettorale, così come una 'tappa elettorale' a tutti gli effetti è sembrata la visita del ministro dell'Interno in un quartiere come il Libertà, sicuramente uno dei più problematici della città. Ma proprio per questo da un ministro dell'Interno, che dichiara di essere arrivato nel quartiere "per dare risposte" ai cittadini, forse ci sarebbe aspettati dell'altro, che non un comizio, con le consuete promesse (al momento, quella delle "decine di agenti in più entro fine anno" tale resta, e siamo ovviamente fiduciosi che il ministro le darà seguito) e i consueti attacchi alla "sinistra" che ha trasformato "Bari e l'Italia in un campo profughi".

I cittadini del quartiere Libertà aspettano - a ragione, e ormai da troppo tempo - interventi concreti sul loro quartiere che tardano ad arrivare, risposte a problemi che nel frattempo incancreniscono, peggiorano, mentre il degrado aumenta, e di questo la politica  e chi ha governato in questi anni dovrà prendersi carico e responsabilità. Ma i problemi, appunto, sono tanti e troppo complessi, per vedere la presenza di un ministro della Repubblica ridursi alla visita nella sede di un movimento che ha promosso una petizione contro "l'invasione degli immigrati irregolari" nel quartiere, quasi a legittimarla. E risulta del tutto inutile invocare controlli e rispetto delle regole "per tutti, bianchi neri, gialli", senza una parola diretta, netta, sulla criminalità locale, ad esempio, su quei fenomeni di micro e macrodelinquenza - e le passate operazioni antiestorsione ce lo ricordano - che soffocano il quartiere ancora prima, e più, di quelle 'presenze' additate come la causa di tutti i mali. E allora, sarà forse più giusto dire che al quartiere Libertà Salvini ci è andato (solo) da leader della Lega, per parlare al pubblico dei suoi sostenitori (e non a tutti i baresi), spingendo sui temi cari alla Lega. Ci è andato - e non ne è stato fatto mistero - per 'lanciare' la candidatura (già annunciata) del consigliere Fabio Romito alle amministrative 2019: "Salvini è qui anche per dare l'avviso di sfratto a Decaro ed Emiliano", ha detto lo stesso Romito. La campagna elettorale, dunque, è cominciata. O forse, per lo stesso Salvini, non è mai finita.

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