Sanità pubblica, liste d’attesa troppo lunghe

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

LA FNP CISL BARI DICE BASTA E CHIEDE RISPOSTE! CHI PUÒ RICORRE AL PRIVATO O ALL' INTRAMOENIA , CHI NON PUÒ RINUNCIA A CURARSI

Da 24 mesi per una ricostruzione mammaria a 12 per una mammografia e c'è da aspettare, a seconda della tipologia, da 13 a 6 mesi anche solo per una prima visita specialistica. I tempi di attesa sono troppo lunghi e fanno sì che 69 mila pugliesi rinuncino a curarsi.

Se ne parla nell'interessante Convegno "Liste d'attesa… La salute NON aspetta!" organizzato dalla FNP Cisl Bari, in programma il 26 febbraio prossimo alle ore 15:30 all'Hotel Excelsior di Bari, al quale interverranno Dott. Vito Montanaro Direttore Generale ASL Bari, Vincenzo Piccialli Segretario Generale CISL Medici, Giovanni Stellacci - Segretario Territoriale Funzione Pubblica Sanità - CISL, Vitantonio Taddeo Segretario Generale Regionale FNP - CISL Puglia Basilicata, Giuseppe Boccuzzi Segretario Generale UST - CISL Bari, Remo BARBI Segretario Territoriale FNP-CISL Bari e Domenico LIANTONIO Segretario Generale FNP-CISL di Bari.

Un focus sulle esperienze dirette che i pensionati fanno quotidianamente delle liste d'attesa sarà un utile input per snocciolare la questione, le sue implicazioni e le possibili alternative volte a risolverla o quantomeno arginarla. Una larga parte di cittadini pugliesi, infatti, rinuncia a curarsi o scende sotto la soglia di povertà per poter stare in salute. Lo rivela una recentissima indagine Demoskopica, pubblicata di recente, con la Puglia al penultimo posto tra le regioni italiane per efficienza sanitaria, prima solo della Calabria.

Accedere alle prestazioni sanitarie presenta, infatti, tempi eccessivamente lunghi: troppi cittadini baresi ne spesso pensionati, lo scorso anno, hanno rinunciato a curarsi o si impoveriscono a causa delle spese sanitarie non coperte (acquisto di farmaci, rette nelle case di cura, visite specialistiche, cure odontoiatriche), con parecchie migliaia di nuclei familiari scesi sotto la soglia della povertà.

Tra gli indicatori esaminati il più preoccupante è quello relativo alle "liste d'attesa", una vera spada di Damocle per chi la spesa sanitaria privata proprio non se la può permettere.

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