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Sanità, la richiesta dei sindaci baresi: "Rafforzare i servizi territoriali"

In mattinata la riunione dei sindaci della Asl di Bari. Ampia condivisione sulla nomina del nuovo dg Colasanto e una priorità: potenziare i servizi territoriali per compensare la chiusura degli ospedali

L'ingresso del Policlinico di Bari

E' stato il potenziamento dei servizi sanitari territoriali il tema al centro della consulta dei sindaci della Asl di Bari riunitasi in mattinata nell'Aula consiliare del Comune. I quindici sindaci del barese si sono incontrati per discutere della nomina del nuovo direttore generale Domenico Colasanto  e per pianificare i prossimi inteventi in materia di sanità locale.

Tra le priorità ampiamente condivise, la necessità di fissare quanto prima un incontro con il nuovo dg per sollecitare il rafforzamento dei servizi territoriali, programmato da tempo ma non ancora attuato, per compensare la chiusura di alcuni ospedali della provincia in seguito all'applicazione del piano di rientro dal deficit sanitario regionale.

"La Regione Puglia, - ha dichiarato il sindaco Emiliano facendo riferimento ai ritardi nell'attivazione di tali servizi - che ora vive un momento di emergenza, storicamente ha ricevuto dal fondo sanitario nazionale molto meno di altre regioni di pari densità abitativa. Per esempio, l'Emilia Romagna ha da oltre 15 anni mediamente 400 milioni di euro in più della Puglia".

"Proprio perché la Regione doveva ovviare a questo sottodimensionamento sanitario - ha aggiunto il sindaco di Bari - la Regione ha violato in maniera consapevole il patto di stabilità per due anni, e adesso è entrata in Piano di rientro. Quindi tutti i suoi atti sono controllati dal governo e gli effetti complessivi non sono stati positivi perché il governo, anziché dare una mano a una Regione che ha un deficit sanitario contenuto rispetto alle altre regioni del Sud, in realtà continua a penalizzarla".

In chiusura Emiliano ha parlato anche del ruolo dei sindaci, gli unici ancora in grado, nell'opinione del primo cittadino barese, di difendere realmente gli interessi delle persone: "Con una legge che ha distrutto la legittimazione parlamentare, sono rimasti solo i sindaci a lottare per gli interessi delle persone, interessi che non sono né di destra né di sinistra. Ma sono il diritto alla salute, alla mobilità, ai servizi sanitari e molti altri ancora". "Diritti che ormai - ha rilevato - nel Sud Italia sono pregiudicati per tutti".


(Fonte: Ansa)

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