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Scuola, la Regione contro l'accorpamento degli istituti: "Norma incostituzionale"

La giunta Vendola ricorre alla Corte costituzionale contro la legge che prevede la creazione di istituti comprensivi che accorpino scuole materne, elementari e medie: "Priva la Regione del suo ruolo organizzativo"

A pochi giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico la Regione Puglia presenta un ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto legge del 6 luglio 2011 n.98, trasformato in legge il 15 luglio e relativo alle nuove disposizioni in materia di organizzazione scolastica. Ad essere interessati dalla questione di legittimità sollevata dalla Regione, in particolare i commi degli articoli 17 e 19 relativi al numero minimo di studenti necessari alla singola scuola per ottenere l'autonomia.

In particolare, il comma 4 dell'articolo 19 stabilisce che gli istituti comprensivi per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1000 alunni, ad eccezione delle istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche, dove bastano invece 500 unità. Ancora, il comma 5 delòlo stesso articolo stabilisce che alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 500 unità, non possano essere assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato.

Entrambe le disposizioni, secondo la Regione, sarebbero incostituzionali in quanto priverebbero la Regione del suo ruolo primario nell'organizzazione delle scuole. Tali norme, si legge nel comunicato diffuso oggi dalla Regione, sarebbero "lesive della competenza regionale in materia formativa e di programmazione della rete scolastica, delegata alle Regioni".

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