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Sfratto dei coniugi Tempesta, la risposta dell'assessore al Welfare

L'assessore al Welfare Abbaticchio spiega con un comunicato la posizione del Comune nei confronti della famiglia Tempesta: "In dieci anni versati 53.000 euro di contributi economici per far fronte al problema abitativo"


In riferimento ai coniugi Tempesta, si fa presente che l’amministrazione comunale, negli ultimi 10 anni, ha sostenuto l’intero nucleo familiare attraverso ingenti impegni economici e sinergie di servizi sociali, proprio in considerazione della particolare situazione dovuta alla disabilità motoria di entrambi i coniugi e per la tutela dei bisogni e delle necessità della loro figlia minore.
Rispetto al problema abitativo, i coniugi hanno partecipato al bando di concorso regionale per persone diversamente abili, indetto in data 02-02-2009, dove nella graduatoria definitiva risulta allocato al n. d’ordine 94.

I signori Tempesta–Montrone, nonostante percepiscano un reddito mensile di circa 1.400 euro, relativo alle pensioni di invalidità e alle indennità di accompagnamento, hanno usufruito, negli ultimi 10 anni, da parte dell’amministrazione comunale, di circa 53.000 euro di ulteriori contributi alloggiativi e contributi economici per far fronte al problema alloggiativo e ad un eventuale trasferimento abitativo, cosa a tutt’oggi dai coniugi non realizzata, nonostante la finalizzazione dei contributi già erogati allo scopo. In aggiunta a tali contributi economici, il servizio sociale circoscrizionale e l'assessorato al Welfare hanno provveduto in questi 10 anni a sostenere i coniugi e la minore con una complessa ed articolata rete di servizi e progetti in risposta a specifici bisogni assistenziali, sociali ed educativi derivanti dalla condizione di disabilità dei signori Tempesta-Montrone.

Dal 2004 il nucleo familiare usufruisce del servizio di assistenza domiciliare per disabili, a carico del Comune, per interventi che vanno dall’aiuto domestico, all’aiuto per spese e servizi, dall’accompagnamento per disbrigo pratiche, al supporto educativo e scolastico per la minore, secondo un programma specifico individualizzato a carattere domiciliare. Tale servizio, è chiaro che, nei riguardi del nucleo Tempesta, riveste un’attenzione del tutto particolare in considerazione della loro problematica situazione, attraverso un impegno notevole di ore, da parte dell’assessorato al Welfare, in grado di coprire tutte le necessità della giornata, con conseguente ingente costo economico, corrispondente a circa 28.900 euro all’anno, sempre a carico del Comune di Bari. È opportuno considerare che l’assessorato al Welfare, così come da Piano Sociale di Zona, fornisce tale servizio di assistenza domiciliare ad altri 140 disabili gravi nella città, che certamente non possono usufruire dello stesso supporto, in termini economici e in termini di ore giornaliere impegnate, di cui fruisce da anni il nucleo Tempesta.

A ciò va aggiunto il Servizio Trasporto “Taxi a chiamata” gratuito, messo a disposizione dal Comune, per consentire loro di spostarsi più facilmente in città. A fronte degli impegni economici e di servizio estremamente rilevanti che l’amministrazione comunale si è sempre assunta a favore del nucleo, va considerato che oggi l’assessorato al Welfare è costretto a fronteggiare una condizione generale di estrema e diffusa povertà che sta coinvolgendo un numero sempre più alto di cittadini e di nuclei familiari, anche con figli minori, sprovvisti di qualsiasi risorsa economica, di occupazione, di una casa, persino di parenti e reti familiari in grado di supportarli.


L’allarmante fenomeno di estrema assenza di redditi e risorse per un numero sempre maggiore di persone, obbliga sempre più l’amministrazione comunale a rivedere le politiche del Welfare e a mettere in campo interventi essenziali di base, a tutela dei bisogni primari, della dignità e della salute. Si pensi che ogni notte a Bari circa 250 persone dormono in alloggi sociali comunali di prima accoglienza e della rete del volontariato, messi in campo per evitare che dormano per strada o nei portoni della città. I dati numerici di cittadini e anziani con sfratti a carico, per impossibilità a sostenere i fitti alloggiativi e assenza totale di reddito, sono più di mille nei soli primi mesi dell’anno. Ma soprattutto le persone in stato di vera povertà, quella silenziosa e dignitosa, obbligano, quanto mai in questo momento, l’amministrazione pubblica a rispondere ai bisogni urgenti di tanta gente con criteri di equità, controllo e, soprattutto, uguali per tutti”.

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