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Soppressione sedi distaccate dei Tribunali, D'Ambrosio Lettieri: "Situazione grave, il ministro Cancellieri faccia chiarezza"

Il coordinatore cittadino del Pdl: "In Puglia e a Bari è il caos, mentre Emiliano continua a millantare soluzioni non percorribili come l'utilizzo del Bonomo"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday
"La soppressione delle sedi distaccate dei Tribunali sta gettando la Puglia nel caos. In particolare sugli uffici giudiziari di Bari gravano scelte irresponsabili dell’amministrazione Emiliano e ritardi inaccettabili che oggi rendono una situazione già compromessa ormai impraticabile. Con detrimento per tutti, dai cittadini agli avvocati ai magistrati fino agli impiegati.
Fa male dirlo, ma è la desolante cronaca di un caos annunciato, mentre il primo cittadino si spertica sui tavoli romani, dopo aver perso ben dieci anni, per imporre una soluzione assolutamente improponibile e bocciata senza appello - anzi ritenuta inidonea e addirittura <irricevibile>  dalla Commissione di Manutenzione della Corte di Appello di Bari con verbale del 09/02/2011 - come quella dell’utilizzo dell’ex Ospedale militare Bonomo. Un indecente balletto sulla pelle di cittadini e operatori della giustizia e in nome di un interesse che evidentemente non è quello né della Giustizia né della città.
Nonostante i ripetuti appelli della magistratura barese e le sollecitazioni rivolte, con appositi atti di sindacato ispettivo sull’annosa e grave situazione dell’edilizia giudiziaria a Bari –senza dimenticare quella carceraria - nessuna iniziativa, di nessun tipo e genere, è stata fin qui assunta dal Ministero della Giustizia, a cui, in relazione alle  procedure sin qui seguite e assentite da sentenze definitive, spetta l’ultima definitiva decisione, anche alla luce della recente legislazione in tema di realizzazione di edifici giudiziari (D.L. 138/2011 e D.L. 179/2012).
L’ex Ospedale Militare Bonomo è una struttura fatiscente che necessita di enormi interventi di riqualificazione generale e anche strutturale, in particolare sismica, e dispone di spazi addirittura inferiori a quelli dell’attuale sede degli Uffici Penali, già assolutamente insufficienti. Il Sindaco di Bari, peraltro anche magistrato in aspettativa, pur avendo l’obbligo, ai sensi della legge 392/1941, di dotare l’amministrazione della Giustizia del Comune amministrato di idonee e adeguate sedi, invece, con ciclica e dubbia cadenza, ripropone l’ipotesi del Bonomo che la stessa Magistratura barese da tempo ha definitivamente bocciato. Una ipotesi che, tra l’altro, non potrebbe essere definitiva, e sarebbe non solo economicamente svantaggiosa (si stima una spesa ben superiore ai venti milioni di euro), ma anche improponibile da un punto di vista urbanistico e priva di una visione di insieme che vede la città mortificata e in balia di interventi spot. Per non parlare del fatto che il Governo non ha ancora deciso quale possa essere la destinazione d’uso delle ex caserme che, a mio giudizio, dovrebbero  essere destinate ad una funzione di servizio, culturale e sociale, aperte a soluzioni efficaci e sostenibili.
La realtà, ad oggi, ampiamente denunciata, è che gli Uffici Giudiziari di Bari continuano a permanere in uno stato di spaventosa inidoneità e insufficienza per assolvere alle vecchie e nuove funzioni dettate dalle esigenze previste dal Piano di accorpamento delle sedi periferiche.
Il ministro Cancellieri deve fare chiarezza, mettendo fine a questo intollerabile girone propagandistico”.
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