Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica

Spending review, Emiliano e Giannini scrivono al governo

Il sindaco e l'assessore al Bilancio indirizzano una lettera ai ministri dell'Interno e dell'Economia: "La norma penalizza le amministrazioni che hanno adempiuto ai loro obblighi"

Il sindaco di Bari Michele Emiliano e l’assessore al Bilancio Gianni Giannini hanno inviato oggi una lettera indirizzata ai Ministri dell’Economia e dell’Interno per rappresentare le conseguenze negative derivanti dall’art. 16 - comma 6 del D.L. 95/2012 sulla Spending Review attualmente all’esame del Parlamento per la sua conversione in legge.

La norma presenta infatti aspetti sperequativi e penalizzanti per le amministrazioni comunali che risultano adempienti rispetto ai loro obblighi istituzionali. Nello specifico il riferimento ai dati sulle spese risultanti dal SIOPE comporta che vengano presi in considerazione non solo i pagamenti relativi all’anno 2011 - in conto competenza - ma anche quelli relativi agli anni precedenti - e quindi in conto residui - effettuati però nel 2011. Può accadere così che un’amministrazione che nel 2011 non abbia pagato il servizio dei rifiuti o di trasporto locale subisca tagli più leggeri in quanto la norma prevede l’applicazione di tagli  minori per le amministrazioni comunali che abbiano “risparmiato”.

A voler introdurre un principio di equità nella ripartizione dei tagli tra i singoli Comuni – si legge nella lettera - si potrebbe far riferimento o alle spese effettive dei contratti di servizio relativi al 2011 (depurate dei pagamenti in conto residui) ovvero utilizzare lo stesso sistema valido per il patto di stabilità, che prende in esame la media triennale.

 

Questo il testo integrale della lettera:

 

 

Oggetto: D.L. 95/2012  Spending review - Criticità.

 

           

            Illustri Ministri,

 

            l’art.16 comma 6 del D.L. 95/2012 recita:

 

“Il fondo sperimentale di riequilibrio, come determinato ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, il fondo perequativo, come determinato ai sensi dell'articolo 13 del medesimo decreto legislativo n. 23 del 2011, ed i trasferimenti erariali dovuti ai comuni della Regione Siciliana e della Regione Sardegna sono ridotti di 500 milioni di euro per l’anno 2012 e di 2.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013. Le riduzioni da imputare a ciascun comune sono determinate, tenendo conto anche delle analisi della spesa effettuate dal commissario straordinario di cui all’articolo 1 del decreto-legge n. 52 del 2012, degli elementi di costo nei singoli settori merceologici, dei dati raccolti nell’ambito della procedura per la determinazione dei fabbisogni standard e dei conseguenti risparmi potenziali di ciascun ente, dalla Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sulla base dell’istruttoria condotta dall’ANCI, e recepite con decreto del Ministero dell’interno entro il 30 settembre 2012. In caso di mancata deliberazione della Conferenza Stato-città ed autonomie locali, il decreto del Ministero dell’interno è comunque emanato entro il 15 ottobre 2012, ripartendo la riduzione in proporzione alle spese sostenute per consumi intermedi desunte, per l’anno 2011, dal SIOPE………”

 

            Nello specifico si desidera richiamare l’attenzione delle SS.LL. in ordine alla questioni connesse alle modalità stabilite nel predetto comma per la riduzione del Fondo sperimentale di riequilibrio e del Fondo perequativo a carico dei Comuni, in particolare il paventato ricorso, in caso di mancata “accordo” in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, ai dati sui consumi intermedi desunti per l’anno 2011 dal SIOPE.

            Infatti, l’eventuale ricorso alla banca dati SIOPE, ovvero i pagamenti in conto competenza ed in conto residui effettuati nell’esercizio di riferimento (2011), rischia di alterare seriamente il sistema di rilevazione  a causa dei ben noti vincoli di coerenza interna ed esterna ai quali devono essere uniformati i documenti finanziari dell’Ente, finendo così  per condizionare la gestione residui di molti enti locali, alterando il contenuto delle informazioni.

            Al solo fine di fornire percezione delle disomogeneità che potrebbero emergere con la rilevazione in base ai dati SIOPE, basta dare uno sguardo all’articolo apparso sul quotidiano “Il Sole 24ore” di lunedì 23 luglio, intitolato “La roulette delle spese dei Comuni”.

            Il Comune di Bari, da sempre  attento al rispetto degli obblighi di riduzione imposti dalle leggi di finanza pubblica, sulla scorta dell’analisi condotta dal citato quotidiano risulterebbe essere piuttosto virtuoso per tutti gli indicatori oggetto di rilevazione, con la sola ma fondamentale eccezione dei contratti di servizio attinenti il trasporto pubblico locale ed lo smaltimento dei rifiuti.

            Le spese legate a questi due indicatori, di particolare incidenza sul Bilancio dell’Ente e rilevate con il “metodo SIOPE”, forniscono un risultato non coerente con il corrispettivo stabilito per l’anno 2011 nel contratto di servizio. Nel caso in particolare, infatti, i pagamenti effettuati dal Comune di Bari a fronte del contratto di servizio rifiuti, così come risultanti dal SIOPE, ammontano ad € 71 milioni,  mentre il corrispettivo dovuto contrattualmente per il 2011 ammonta ad € 62 milioni circa. La differenza pari ad € 9/milioni, riveniente dalla gestione residui annualità 2010 e pregresse ed  imputabile unicamente alla tempistica connessa con le procedure di liquidazione delle fatture emesse dalla società incaricata del servizio, risulta essere determinante nella stesura della classifica apparsa sul quotidiano, così da penalizzare oltre ogni misura il Comune di Bari.

            Stessa situazione si è venuta altresì a ripetere per il servizio trasporto pubblico locale: il corrispettivo contrattuale di € 37 milioni circa versato dal Comune di Bari risulta composto per € 25 milioni da trasferimenti della propria Regione di appartenenza. Ove fossero correttamente esclusi i trasferimenti regionali, il costo effettivo a carico dell’Ente ogni 100 abitanti risulterebbe essere decisamente inferiore rispetto a quella apparsa nella graduatoria pubblicata. Anche in tal caso la graduatoria risulterebbe diversa, fornendo in tal modo l’esatta percezione di quante risorse proprie l’ente destina a tale servizio.

            Per le ragioni innanzi illustrate si fa richiesta per un autorevole intervento in sede di conversione del D.L.95/2012, introducendo adeguati parametri di riferimento per la determinazione delle basi di rilevazione sui cui imputare le riduzioni previste dal citato art. 16 comma 6 D.L. 95/2012.

            A tal proposito si propone, per ragioni di equità e di omogeneità di informazioni, l’opportunità di fare esclusivo riferimento alla competenza giuridica della spesa così come riveniente dai contratti, magari in analogia alla regole stabilite per il Patto di Stabilità (utilizzo di medie triennali), e non ai dati desumibili dal sistema SIOPE, questi ultimi condizionati da vincoli di coerenza interna ed esterna.

 

IL SINDACO         

Michele Emiliano

 

L’ASSESSORE AL BILANCIO

Giovanni Giannini

                                                                                

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