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Stabilizzazione precari, sì del Consiglio regionale. Centrodestra all'attacco: "Legge incostituzionale"

L'assise di via Capruzzi approva a maggioranza la legge che permetterà i circa 400 precari in servizio presso la Regione. Dure proteste dell'opposizione, che attacca: "E' solo una mossa elettorale"

Via libera del Consiglio regionale, con 36 voti a favore e 10 contrari, al disegno di legge in materia di organizzazione e riduzione della dotazione organica e della spesa del personale, che include anche la stabilizzazione dei precari - circa 400 persone - in servizio presso la Regione Puglia. A votare contro il provvedimento il gruppo Pdl-FI, astenuto Ncd, mentre l’Udc ha votato a favore.

LA GIOIA DEI PRECARI E LA SODDISFAZIONE DI VENDOLA - Nell'aula di via Capruzzi anche alcuni lavoratori precari, che hanno accolto con esclamazioni di gioia l'approvazione del ddl. Soddisfatto anche il presidente Vendola, che ha definito la legge "l’ultimo atto significativo di questa legislatura e dell’attività di un decennio di vita pubblica". "Sono molto orgoglioso - ha continuato - del fatto che il decennio si concluda sul tema che ha caratterizzato l’attività del Governo regionale: la lotta contro la precarietà. Non condivido invece il giudizio negativo sulla condizione di precarietà, come se questa fosse un prodotto metereologico e non il frutto di scelte che hanno pesantemente modificato l’organizzazione del mercato del lavoro, come se la precarietà non fosse stata costruita perché le platee di precari sono storicamente platee di persone ricattabili, di persone non libere". "Sono molto contento - ha concluso - perché il centrosinistra ultimamente si era un po’ smarrito. Oggi il centrosinistra si è ritrovato ed è orgoglioso di dare qui una risposta limpida e trasparente”.

RISSA VERBALE TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE - Durante la discussione in Consiglio non sono mancati tuttavia momenti di tensione, con duri attacchi verbali tra maggioranza e opposizione, ed in particolare tra Vendola e l'assessore Caroli e alcuni consiglieri di minoranza. Il centrodestra ha aspramente criticato il provvedimento, ritenendolo peraltro incostituzionale. "Volevamo fornire un contributo per rendere compatibile la legge di stabilizzazione con il quadro Costituzionale ma sia per la tempistica sia per le modalità che il centrosinistra non ha voluto correggere, si tratta di un vessillo elettorale destinato a produrre cocenti delusioni", ha dichiarato il presidente del Gruppo regionale di Forza Italia, Ignazio Zullo. "Volevamo – ha aggiunto - tenere insieme chi ambisce ad un lavoro a tempo indeterminato e chi, invece, agogna ad un lavoro facendo parte del 49,7% dei giovani disoccupati pugliesi. Noi siamo per l’occupazione, ma deve essere rispettosa della legge ed anche della vasta platea di chi ambisce ad entrare nel mondo del pubblico impiego per merito". "Per queste ragioni, abbiamo votato contro la legge e questo voto lo consegniamo alla storia – ha concluso Zullo - perché siamo certi che il tempo è galantuomo e porterà alla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’ennesima legge slogan".

IL DISEGNO DI LEGGE - Il ddl, è spiegato in una nota, prevede che la Regione, in attuazione al comma 529 dell’art. 1 della legge 147/2013, avvii le procedure per i dipendenti di qualifica non dirigenziale che abbiano maturato entro la data del 31 dicembre 2015, i requisiti indicati nella suddetta legge e che risulti in servizio presso la Regione Puglia alla data di entrata in vigore della legge. Con un emendamento della maggioranza si stabilisce inoltre che in sede di prima applicazione, l’ordine di priorità nelle assunzioni è fissato con determina dirigenziale entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. L’ordine di priorità è stabilito in base ai titolo di studio e di servizio e dell’anzianità di servizio, e a parità di condizione, in base ai carichi familiari. Due gli articoli aggiuntivi sottoscritti dall’assessore Caroli e dai consiglieri di maggioranza:  il primo estende l’applicazione delle disposizioni della legge alle Agenzie regionali, agli enti, all’autorità di bacino e alle società in house della Regione Puglia e all’Arca. Il secondo stabilisce invece che per la realizzazione dei Piani di rafforzamento amministrativo connessi all’attuazione dei programmi finanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea, la Regione attinga dall’elenco dei dipendenti in possesso dei requisiti professionali richiesti dai Piani. Per garantire copertura finanziaria alla legge, la Regione ha destinato inìbBilancio la quota di 2 milioni di euro.

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