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I sindaci alla firma del Patto periferie - Foto Fb Anci Puglia

I sindaci alla firma del Patto periferie - Foto Fb Anci Puglia

Stop ai fondi del bando Periferie, Anci contro il governo: "Inaccettabile"

Il rappresentante dei Comuni pugliesi Domenico Vitto: "Ci batteremo perchè l'emendamento venga stralciato alla Camera". Il presidente nazionale Decaro: "Risorse già assegnate, pronti a rivolgerci al capo dello Stato"

Sindaci in rivolta contro lo stop ai fondi destinati ai progetti del 'Bando periferie'. Al centro delle proteste c'è l'emendamento approvato al Senato nell'ambito del decreto Milleproroghe.

Lo stop ai fondi

Il congelamento dei fondi riguarda in particolare la seconda tranche del Piano periferie istituito dai governi Renzi e Gentiloni che prevedeva in totale 2,1 miliardi di finanziamenti dallo Stato. Le prime 24 convenzioni erano state firmate il 6 marzo 2017, mentre le altre 96 a fine 2017: per queste ultime è stato previsto il blocco, fino al 2020. Per quanto riguarda la Puglia, dovrebbero essere 'salvi' i progetti dei Comuni di Bari, Lecce e Andria, mentre lo stop potrebbe arrivare per Taranto, Brindisi, Foggia. Il governo, tramite la sottosegretaria Laura Castelli, ha motivato la scelta con la necessità di rispettare una sentenza della Corte costituzionale secondo la quale nell’assegnazione dei fondi sarebbe necessaria un’intesa con gli enti territoriali, ovvero con le Regioni.

Anci Puglia contro il provvedimento: "Danno e beffa per i territori"

In una nota, il rappresentante di Anci Puglia Domenico Vitto definisce "inaccettabile e gravissimo l'emendamento del Governo che di fatto revoca la copertura finanziaria su investimenti programmati per opere necessarie e strategiche di riqualificazione urbana,  che i Comuni interessati hanno già approvato, finanziato e avviato. E' evidente che questo avrà un forte impatto negativo, danno e beffa per le comunità e per i territori che saranno gravemente penalizzati dal provvedimento. Condividiamo la battaglia del presidente nazionale Antonio Decaro e sosteniamo con forza ogni forma di protesta civile, affinchè l'emendamento approvato in Senato venga definitivamente stralciato alla Camera. Bisogna immediatamente dare corso ai progetti avviati, è fondamentale realizzare questa opportunità di rilancio economico, infrastrutturale, sociale e culturale, soprattutto per il meridione. Il Governo trovi immediatamente soluzione, dia un segnale di credibilità e affidabilità istituzionale, mantenga gli impegni assunti nelle convenzioni ed eviti assurdi contenziosi con i Comuni".

Decaro: "Risorse già assegnate, daremo battaglia"

"Parliamo di 96 progetti per 290 Comuni, sono progetti che servono a riqualificare le periferie dei capoluoghi di regione e di provincia, che sono quei luoghi dove maggiore è il disagio economico e sociale, sono i luoghi del degrado e con quell'operazione noi sindaci abbiamo pensato di poter fare una rigenerazione urbana", spiega il presidente Anci nazionale, il sindaco di Bari Antonio Decaro. "Oggi abbiamo l'occasione per un riscatto delle popolazioni che abitano in quei quartieri, e un emendamento notturno ci toglie questa possibilità, ci toglie un miliardo e 600 milioni a cui si aggiungevano due miliardi di eruro dei privati che creavano una compartecipazione. Ovviamente quei privati non possono aspettare il 2020, sceglieranno di investire da qualche altra parte, e questa riteniamo sia un'occasione perduta". "Noi continueremo a batterci perchè in vista del passaggio alla Camera - prosegue Decaro - e se sarà approvato lo stesso noi chiederemo al capo dello Stato di ascoltarci, non si può stracciare un contratto per un emendamento approvato tra l'altro all'unanimità e presentato di notte al Senato. I sindaci non ci stanno, reagiremo, lo stiamo facendo indipendentemente dal posizionamento politico di ciascuno di noi, dalla provenienza geografica. I sindaci si batteranno fino alla fine per recuperare risorse che sono state assegnate, e per le quali hanno preso degli impegni, hanno affidato le progettazioni, hanno affidato le esecuzioni delle opere. Come faranno quando dovranno pagare l'impresa che presenta lo stato di avanzamento lavori? Dove vanno a prendere i soldi? E' assurdo che un governo non si ponga questi problemi".
 

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