Tagli agli enti locali, Emiliano: "Bari Comune virtuoso, ma così rischiamo fallimento"

Il primo cittadino lancia l'allarme: sulla base delle nuove normative del governo Monti l'amministrazione dovrà tagliare 55 milioni. "Il governo dia risposte o sarà protesta plateale"

Il Comune di Bari è tra i più virtuosi in Italia nella gestione del denaro pubblico, ma con i tagli voluti dal governo Monti rischia di andare "tecnicamente in fallimento". A lanciare l'allarme è il primo cittadino Michele Emiliano, che questa mattina a Palazzo di Città ha convocato una conferenza stampa per spiegare gli effetti della manovra Monti sul bilancio di previsione 2013.

Sulla base delle nuove normative, ha spiegato il sindaco, l'amministrazione sarà costretta a tagliare 55-57 milioni di euro che "metterebbero il comune di Bari, nonostante la sua virtuosità, in una situazione ingestibile".  Virtuosità attestata, ha precisato Emiliano,  dai dati elaborati dalla Copaff, la Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale, che si sta occupando di definire i 'fabbisogni standard' delle amministrazioni, per poi individuare il livello di finanziamento da garantire ad ogni Comune in base alla capacità più o meno buona di gestire il denaro pubblico. E tra i Comuni più efficienti spiccano appunto il comune di Torino (con 140,1 milioni riesce a garantire servizi generali per 222,1 milioni) e Bari (dove si spendono 28,3 milioni in meno del livello standard).

Il problema è che, come ha spiegato l'assessore al Bilancio Giannini, l'accordo fra governo e Comuni sulla ripartizione dei tagli previsti per il 2013 non è stato raggiunto, e quindi per il prossimo anno si utilizzerà come riferimento un dato (quello dei 'consumi intermedi') che però penalizzerebbe i comuni virtuosi. Insomma, per essere in regola, il Comune dovrebbe tagliare le spese per altri 55 milioni, tagliando di conseguenza anche i servizi. Ma il sindaco Emiliano non ci sta. "Siamo arrivati al grado zero del taglio possibile rispetto alle esigenze della città e siamo più bravi di tutti nel gestire il denaro. Noi dovremmo avere altri fondi altro che tagli. Rischiamo invece di essere mandati tecnicamente in fallimento".

"A questo punto, se si deve fare un'insurrezione la faranno i sindaci - ha concluso il sindaco, che è anche vicepresidente Anci - Si deve tener conto che chi amministra bene non può essere trattato come chi spreca". "O abbiamo la garanzia dal governo che i Comuni virtuosi non saranno colpiti o non ci sarà alternativa che promuovere una protesta plateale e stradale".

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