Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Sanità, il grido di allarme della Cisl: "In Puglia solo tagli"

A Bari il dibattito organizzato dalla Federazione nazionale Pensionati Cisl. Il segretario regionale Santelia chiama in causa l'assessore al ramo, Attolini: "Vogliamo incontrarlo per spronarlo al dialogo"

Meno 131 milioni di euro per i servizi farmaceutici; meno 69 per il personale; meno 35 per l’assistenza ospedaliera; meno 14 milioni per le protesi e meno 12 per le consulenze. Sono questi i numeri che hanno portato la Regione Puglia a far calare drasticamente il deficit sanitario che, tra il 2010 e il 2011, è passato da 460 milioni a 163. "Sono cifre che però non ci lasciano tranquilli perchè se vediamo che la movimentazione dei ticket ha portato nelle casse regionali 42,5 milioni, vuol dire che la fetta più grande del buco in bilancio la stanno pagando i cittadini".

Parole forti quelle del segretario regionale della Fnp Cisl, Giuseppe Santelia, che stamattina ha aperto con questi termini il convegno ‘L’anziano e la Sanità in Puglia’, un appuntamento che ha voluto fare il punto della situazione sul rapporto tra pensionati e sistema regionale. La prima stoccata, il segretario, la pratica nei confronti dell'assessore regionale al ramo, Ettore Attolini. Sostenendo che "è difficile riuscire ad avere un incontro con lui", Santelia si rende comunque conto che "è stato appena nominato". Ma, avverte: "Prima o poi dovrà anche riceverci. Non siamo minacciosi - dice -. Vogliamo solo spronarlo al dialogo".

In secondo luogo, l'attenzione del numero uno della Federazione nazionale Pensionati sul sposta sul discorso ticket, un discorso che definisce "una nota dolente". Spiega: "I ticket stanno rifocillando le casse della Sanità. Ma il deficit non lo possono pagare i pensionati, quelli che hanno la ‘minima’ e hanno bisogno di un sostegno. La Giunta dovrebbe rispondere a queste esigenze, cosa che, al momento, però non sta facendo e la gente si trova a pagare costi esorbitanti per visite specialistiche o esami". Tutto questo, senza dimenticare che "i pensionati sono quelli che spesso supportano le famiglie dei loro figli, anche sposati".

Insomma, il grido d'allarme è forte e la preoccupazione della Federazione si sente tutta, soprattutto se si parla mobilità. Molti sono i pugliesi che si spostano dalla regione per andare a curarsi in ospedali del Centro - Nord. La spesa per questo comparto è rimasta, tra l'altro, pressocchè invariata: si è passati, tra il 2010 e il 2011, da 175 milioni di euro a 173. Commenta amaramente: “Se questi soldi fossero stati investiti sul territorio invece di pagare gli ospedali delle altre regioni per le prestazioni, la nostra sanità garantirebbe sicuramente servizi migliori”.





 

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