TARES a Bari, la Giunta Emiliano dimentica il principio di premialità per i cittadini che riciclano

La denuncia del M5S Bari: solo con la raccolta differenziata porta a porta a tariffazione puntuale più ricicli e meno paghi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

La TARES (Tassa Rifiuti e Servizi) è il nuovo tributo con il quale i comuni italiani dovranno pagare i costi di smaltimento rifiuti e di altri servizi, come le spese per l’illuminazione pubblica, per la polizia municipale, per il personale degli uffici amministrativi. 
Ma cerchiamo di capire bene cosa sia tale nuova imposta e cosa comporti concretamente per i cittadini di Bari. Introdotta dal governo Monti con decreto legge “salva Italia” n. 201 del 2011, la TARES entra in vigore sostituendo la più conosciuta TARSU – Tassa per la Raccolta e lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani. Il gettito fiscale derivante da tale tributo coprirà il 100% dei costi sostenuti per l’intera attività di gestione tecnica e amministrativa inerente lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Per determinare l’ammontare della TARES è stato calcolato il valore medio di produzione dei rifiuti, che è individuato con alcuni criteri statistici, diversi da famiglia a famiglia e tra le varie imprese. Sulla base di tale indicatore si calcola poi un coefficiente che viene rapportato all’80 % della superficie dell’immobile, stabilendo così il totale da pagare per ciascuna famiglia. Alla cifra ottenuta saranno poi aggiunti almeno 30 centesimi a metro quadro (che i comuni possono alzare fino a 40) che rappresenteranno l’ammontare del conguaglio di fine anno. Secondo la Legge 64 dello scorso giugno, per venire incontro alle difficoltà applicative della nuova tassa, soltanto per il 2013 sarà data la possibilità ai comuni di modulare il pagamento mediante rateizzazione e acconto finale. Nella maniera in cui lo Stato ha strutturato il calcolo, si evince chiaramente che il conteggio finale dovrebbe comportare aumenti fino al 35% in più rispetto alla precedente versione dell’imposta, colpendo quindi pesantemente sia i proprietari di esercizi commerciali che gli abitanti di case private creando, di conseguenza, ulteriori danni all’economia già depressa del Paese.
Nel merito, lo scorso 3 Ottobre il Consiglio comunale di Bari ha approvato:
1. REGOLAMENTO PER L'ISTITUZIONE E L'APPLICAZIONE DEL TRIBUTO COMUNALE SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI - TARES
2. APPROVAZIONE PIANO FINANZIARIO DEL SERVIZIO DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI PER L'ANNO 2013
3. TARIFFE PER L'ANNO 2013 DEL TRIBUTO COMUNALE SUI RIFIUTI E SUI SERVIZI – TARES
4. APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI RATEIZZAZIONI PER IL PAGAMENTO DELLE ENTRATE TRIBUTARIE.
Il MoVimento 5 Stelle contesta tale approvazione in quanto il Comune di Bari ha una raccolta differenziata mediamente al 25%, ben lontana dai limiti previsti dalla normativa del D.Lgs. 152/06 art. 205, che prevede una quota minima del 65% entro il 31 dicembre 2012, da cui consegue anche l'applicazione, da parte della Regione Puglia, di una non trascurabile "addizionale", l’ecotassa di circa € 7,50 la tonnellata che dovrebbe passare a € 25,82 per l'anno 2014. Ovviamente tutto ciò fa lievitare il costo del servizio senza portare alcun reale aumento della qualità dello stesso per il cittadino. Di fatto, l’inadempienza dell’amministrazione barese viene scaricata quale tributo sui baresi. Noi crediamo che una buona amministrazione potrebbe facilmente abbattere il costo della TARES favorendo la raccolta differenziata porta a porta; infatti, con tale sistema, non si paga l'indifferenziato che viene conferito in discarica, ma si guadagna dalla vendita dei materiali ai consorzi, si abbattono i costi di spazzamento perché si eliminano i cassonetti dalle strade e infine si azzera completamente la quota di ecotassa. 
In sostanza la TARES per i cittadini baresi «non prevede alcun principio di premialitàper i comportamenti corretti e per una migliore gestione dei rifiuti», mentre sarebbe opportuno fare in modo che aziende e famiglie più virtuose paghino di meno.
Come Movimento 5 Stelle Bari riteniamo che ancora una volta l'amministrazione comunale abbia perso un'altra occasione per avere un differente approccio in riferimento alla gestione cittadina dei rifiuti al fine di generare un risparmio per le casse comunali, dando l’opportunità ai cittadini di risparmiare pagando soltanto in base alla quantità di rifiuti effettivamente prodotti grazie alla raccolta differenziata porta a porta a tariffazione puntuale (cioè più ricicli e meno paghi), con risultati importanti sulla prevenzione, sull’avvio a riciclaggio e sulla riduzione delle quantità di rifiuti avviate a smaltimento.
Eppure, sarebbe possibile affrontare concretamente questa sfida, come è riuscita a fare ad esempio la Germania, utilizzando un’equa leva economica che introduca un criterio di giustizia e sostenibilità ambientale che alleggerisca la pressione fiscale sui cittadini più virtuosi. In tal modo si potrebbe contribuire a liberarci definitivamente dal problema rifiuti e, di fatto, ad entrare a pieno titolo in quella società che è alla base di nuovi stili di vita che migliorano la qualità dei cittadini: la Società del recupero. In conclusione il MoVimento 5 Stelle Bari ritiene che lo SLOGAN di questa amministrazione “chi più inquina più paga” andrebbe cambiato in “chi è più inefficiente più paga” e a pagare non dovrebbero essere più i soliti cittadini baresi bensì gli amministratori incompetenti.
Vincenzo Madetti

MoVimento 5 Stelle Bari

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
BariToday è in caricamento