Tasse, il Consiglio approva dopo 15 ore: Imu giù, Tasi addio e aumenti Tari

Il sindaco Decaro: "I baresi pagheranno 33,8 milioni di euro in meno. Modifiche sull'imposta dei rifiuti per ragioni logistiche e demografiche". Approvato anche il regolamento sul baratto amministrativo

Dopo i 5 minuti scarsi di giovedì pomeriggio la tanto attesa seduta fiume per approvare la manovra tributaria 2016: riflettori accesi in Consiglio comunale dalle 9.30 all' 1.40 di notte tra polemiche, battibecchi, perdite di tempo e qualche momento di ironia. Alla fine la Maggioranza di Centrosinistra, compatta, ha approvato le novità sulle tasse: da una parte le riduzioni sull'Imu e l'eliminazione della Tasi, circostanze che hanno permesso al sindaco Decaro di affermare che i baresi "pagheranno 33,8 milioni di euro rispetto allo scorso anno" con riduzioni, nel caso della ex tassa sui servizi,tra le 400 e le 500 euro a famiglia. 

Dall'altra invece le polemiche rispetto agli aumenti della Tari, previsti tra il 7,62 e il 13,33%, motivati, durante la relazione dell'assessora al Bilancio, Dora Savino, con "la copertura dei costi di raccolta e smaltimento" ma anche per la netta riduzione delle utenze per ragioni demografiche. Le opposizioni hanno battagliato fino alla fine tra interventi e votazioni sul numero legale andate a vuoto per la compattezza del Centrosinistra, in aula a differenza di due giorni fa: non c'è stato nulla da fare e tra le note di colore di un Consiglio-maratona anche la polemica scaturita dal termine (tipicamente anglosassone) 'filibustering' utilizzato dal sindaco Decaro per definire l'ostruzionismo della minoranza, polemicamente interpretato da qualcuno del centrodestra come 'filibustiere'.

Tornando alle tasse, rincari Tari e scomparsa Tasi a parte, le novità riguardano proprio l'Imu: vi sarà uno sconto del 50% per gli immobili concessi in comodato d'uso a un parente entro il primo grado e una riduzione dell'aliquota (dal 4 al 3%) per unità immobiliari locate con contratti agevolati. Sul fronte tassa rifiuti Decaro precisa che saranno esenti i nuclei familiari con reddito inferiore a 5mila euro, con reddito inferiore a 10mila se vi sono ultra 80enni e nuclei composti da 6 o più persone con un guadagno complessivo annuo di 25mila euro. Sconti del 20% per le famiglie con reddito Isee non superiore a 8mila euro e del 25% per chi abita nei quartieri in cui viene superato il 50% della raccolta differenziata, confermando i vantaggi (buoni spesa) per chi conferisce nei centri di conferimento rifiuti.

L'ultimo sì del Consiglio è andato al Baratto amministrativo, ovvero la possibilità di ripagare le tasse non versate (nell'anno in corso) con lavori e attività sul decoro urbano, il tutto in via sperimentale. Il provvedimento ha visto tra i promotori la Maggioranza e il Movimento Cinque Stelle. La discussione tra centrosinistra, centrodestra e Cinquestelle ha permesso di approvare alcuni emendamenti al regolamento che hanno allargato la platea dei possibili fruitori anche con reddito oltre 20mila euro, privilegiando ovviamente le fasce più basse. Tra un anno si farà il punto della situazione decidendo se proseguire o meno.



 

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