Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Ticket, sindacati in protesta. La Cgil: no alle strumentalizzazioni

La Cgil contraria a proseguire la protesta: si contesta il governo regionale, ma non bisogna dimenticare le responsabilità del governo nazionale

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Bilancio regionale: confermiamo le critiche, ma diciamo no alle strumentalizzazioni e alle omissioni sulle responsabilità del Governo nazionale.

La Cgil ribadisce il giudizio critico nei confronti della manovra di bilancio della Regione Puglia, nel modo in cui i ceti più deboli, attraverso l’inasprimento dell’addizionale IRPEF e la revisione delle fasce di esenzione Ticket, sono chiamati a subire sacrifici in maniera iniqua.

Su questi temi e sull’esigenza che le politiche di governo della Regione Puglia risultino maggiormente rispondenti alle esigenze di chi ha bisogno favorendo la crescita che produca occupazione, la Cgil continuerà la sua iniziativa.

Non ci saremmo neanche sottratti ad organizzare la mobilitazione in occasione del Consiglio Regionale se non ci fossero state fughe in avanti da parte di altre organizzazioni sindacali. La Cgil non andare al traino di altri. Si poteva decidere insieme, casomai facendo in modo che la mobilitazione risultasse maggiormente coinvolgente e di più alto profilo, partendo magari dall’analisi delle motivazioni alla base della situazione disastrosa del bilancio regionale, non trascurando il ruolo decisivo delle politiche del Governo nazionale.

Purtroppo, alla solerzia con cui, anche a ragione e in maniera condivisibile, le altre organizzazioni sindacali esprimono giudizi negativi sul governo regionale, non corrisponde altrettanta determinazione nel criticare la politica economica del Governo nazionale. Anzi, rischiano di rimanere le uniche sostenitrici di misure come quelle del Ministro Tremonti che, invece della crescita, produrranno effetti devastanti proprio sui redditi più bassi. L’aumento dell’IVA determinerà un aumento del costo della vita, che gli incapienti e i cittadini a basso reddito non riusciranno a compensare con la revisione delle aliquote IRPEF. Così come i tagli ulteriori alla spesa e ancora una volta ai fondi FAS, il blocco dei contratti nel P.I., l’aumento dell’età pensionabile per le donne, l’applicazione dei costi standard alla sanità che si tradurrà in una ulteriore riduzione di risorse a disposizione delle Regioni. E i piani di rientro chi li ha impostati? E chi ha fatto i ricorsi contro le stabilizzazioni dei precari se non il Governo nazionale?

Si deve attaccare la coda? Bene, l’abbiamo sempre fatto dando prova di grande autonomia, riconosciuta finanche dalle forze di opposizione in Consiglio Regionale. Ma attacchiamo anche la testa, altrimenti si rischia di cadere nella mera strumentalità.

Quanto invece alla continuazione del presidio nella giornata di oggi, che senso ha? L’incontro con Presidente c’è stato ieri. La Cgil non è pienamente convinta delle argomentazioni usate per giustificare la manovra. Si tratta di continuare la battaglia riportandola tra i lavoratori e i pensionati sul territorio pugliese".

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