Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Tragedia al Cara di Palese, l'assessore Losito: "Dramma annunciato, quei centri vanno riorganizzati"

"Porteremo l'attenzione del governo sulla condizione in cui sono costretti i migranti ospiti del CARA, vanno cercate soluzioni alternative"

“La tragedia accaduta questa notte al CARA di Bari-Palese conferma l’urgenza di destrutturare questo luogo". Commenta così il tragico episodio avvenuto la notte scorsa nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo l'assessore comunale alle Politiche giovanili, pace e accoglienza Fabio Losito. In seguito ad una rissa tra due gruppi di immigrati di nazionalità diverse, un giovane curdo di 26 anni e altri tre migranti sono rimasti ferti.

"La rabbia, per l’ennesimo dramma annunciato, - continua Losito in una nota - si confonde con un profondo senso di impotenza, di fronte ad una situazione che il Governo continua ad ignorare ed a perpetuare. Metteremo in campo tutte le azioni utili a portare l’attenzione del ministro dell’Interno e del ministro dell’Integrazione sulla condizione in cui sono costretti i migranti ospiti del CARA. Già in occasione di precedenti tragici episodi abbiamo avanzato la proposta di ridislocare gli ospiti nelle strutture militari inutilizzate presenti in città. Questo ci consentirebbe di suddividerli in gruppi meno numerosi ponendo fine alla condizione concentrazionaria che caratterizza il CARA di Bari-Palese”.  

GLI SCONTRI NEL CARA - L'ultima rissa al Cara di Bari-Palese risale al 18 maggio scorso, quando tre richiedenti asilo di nazionalità afghana, pakistana e irakena, sono rimasti feriti durante un violento litigio. La stessa struttura dove, il primo agosto 2011, in circa 300, istigati da tre ospiti del Cara, parteciparono ad una rivolta, trasformata invera e propria guerriglia, con l'obiettivo di accelerare le pratiche per i permessi di soggiorno e il riconoscimento dello status di rifugiati. Con sassi, spranghe di ferro, bastoni, zappe, rastrelli e bottiglie di vetro, danneggiarono la struttura del Cara, auto e mezzi sulla vicina strada ferrata e sulla Statale 16, bloccando il traffico ferroviario e la circolazione stradale per ore e causando anche il ferimento di un centinaio di agenti dello forze dell'ordine intervenuti per contenere la rivolta. Per quei disordini, il 27 febbraio scorso, 14 migranti sono stati condannati a pene comprese tra 3 anni e 10 mesi e 2 anni di reclusione per i reati, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, blocco ferroviario, interruzione di pubblico servizio, danneggiamenti, incendi e violenza privata. Dei 300 ne furono identificati 45, 14 dei quali processati e condannati con rito abbreviato. Nei confronti degli altri 31 è in corso il processo davanti ai giudici della prima sezione collegiale del Tribunale di Bari che riprenderà a ottobre. Gli imputati, a piede libero da tempo, sono stati detenuti nel carcere di Bari per alcuni mesi e poi sottoposti alla misura dell'obbligo di dimora nel Cara di Foggia. Tra questi anche Mada Kabobo, il 31enne ghanese che all'alba dell'11 maggio scorso ha aggredito e ucciso a picconate tre passanti alla periferia di Milano.

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