Amianto, dalla Uil Puglia una proposta di legge popolare

La Uil avvia una raccolta firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per la bonifica dei siti contaminati da amianto e la tutela dei cittadini e dei lavoratori esposti agli agenti cancerogeni

Una proposta di legge di iniziativa popolare per colmare un vuoto normativo che in Puglia si fa sempre più pesante: quello relativo alla bonifica dei siti contaminati dall'amianto e alla tutela di lavoratori e cittadini potenzialmente esposti ai suoi pericoli.  A lanciare l'iniziativa è la Uil Puglia. 15.000 le adesioni necessarie affinché la proposta possa essere presentata in Consiglio regionale. Una quota che il sindacato mira a raggiungere attraverso un ampio coinvolgimento dei cittadini pugliesi in quella che i promotori dell'iniziativa definiscono una vera e propria "battaglia di civiltà".

"A vent'anni dalla legge 257 del 1992 - spiega Aldo Pugliese, segretario regionale della Uil - la questione amianto in Puglia resta ancora irrisolta, e l'obiettivo primario di questa iniziativa è quello di colmare questo vuoto normativo".

La legge 257/92, infatti, prevedeva l'adozione da parte delle Regioni di una normativa che si occupasse tanto del risanamento dei siti interessati dalla presenza di amianto, quanto della tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini esposti al contatto con agenti cancerogeni.

Ma sull'adozione di queste norme la Puglia è ancora in vistoso ritardo. Eppure bastano due nomi su tutti - Fibronit e Ilva - e pochi dati per rendersi conto di quanto la nostra regione sia tutt'altro che estranea al dramma delle morti provocate dall'amianto: 859 decessi ufficiali nel registro regionale dei mesoteliomi dell'Unità di Medicina del Lavoro del Policlinico di Bari, 39.000 lavoratori pugliesi che hanno ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali INAIL per gli esposti agli agenti cancerogeni. Per non contare i semplici cittadini che in questi anni si sono ammalati e continuano ad ammalarsi per il semplice fatto di aver vissuto in prossimità di siti contaminati.

Anche a livello nazionale, però, le cose non sembrano andar meglio. Come nel caso del Fondo per le vittime dell'amianto  - divenuto realtà nel gennaio 2011 a più di tre anni dalla sua legge istitutiva - per il quale sono stati stanziati 40 milioni di euro per il 2008 e il 2009, e 30 milioni di euro per il 2010. Cifre che, alla prova dei fatti, sono del tutto insufficienti a garantire il contributo economico a tutti i lavoratori affetti da patologie riconducibili all'esposizione prolungata all'amianto.

"Il problema principale dal punto di vista dell'assistenza sanitaria agli esposti all'amianto - spiega il dott. Molinini, direttore dell'Unità operativa di Medicina del Lavoro presso il Policlinico di Bari - è che non esistono protocolli specifici, gli ammalati spesso non sanno a chi rivolgersi. E poi non sono previste esenzioni per chi è affetto da queste patologie professionali. Per sottoporsi ad uno screening completo sono necessari almeno 200 euro e per molti questo è un ostacolo".

Una lacuna, quella dell'assistenza sanitaria, che la proposta di legge della Uil si propone di colmare, come spiega l'avvocato Pierpaolo Petruzzelli, tra i promotori dell'iniziativa. "La nostra proposta di legge è divisa in due parti. Nella prima vengono individuati gli organi regionali competenti in materia di monitoraggio e bonifica dei siti, ovvero l'assessorato all'Ambiente, l'assessorato alla Sanità, la Commissione regionale per l'amianto. La seconda parte riguarda la tutela della salute dei cittadini, attraverso una mappatura dei siti pubblici e privati da bonificare, l'adozione di regole precise per lo smaltimento, e la predisposizione di percorsi di assistenza per gli ex esposti all'amianto".

A presentare la proposta di legge al Consiglio regionale una volta raccolte le 15.000 firme sarà il consigliere Antonio Decaro, capogruppo del Pd. "Da parte della Regione - ha confermato Decaro - esiste la più ampia disponibilità a colmare questo vuoto normativo. In questi anni, anche se lentamente, dei passi in avanti sono stati fatti, come nel caso della messa in sicurezza della Fibronit, che è stata un ottimo esempio di collaborazione tra istituzioni e con le associazioni di cittadini".

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I moduli per la raccolta firme sono disponibili presso tutte le sedi regionali della Uil, nelle sedi di associazioni di ex esposti all'amianto e di associazioni di volontariato e per la tutela dell'ambiente sparse su tutto il territorio regionale. Per informazioni è possibile contattare la sede regionale della Uil al numero 080.5648991 o attraverso il sito internet www.uilpuglia.it.

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