Sabato, 12 Giugno 2021
Politica

Vendola condannato nel processo ex Ilva: "Mi ribello a una giustizia che calpesta la verità"

L'ex presidente della Regione commenta in una nota la sentenza emessa oggi nel processo 'Ambiente svenduto': "Condanna per me e Assennato una vergogna. Non fummo complici dei Riva, ma coloro che ruppero silenzi e complicità. Ho taciuto per dieci anni, ora non starò più zitto"

"Mi ribello ad una giustizia che calpesta la verità. E’ come vivere in un mondo capovolto, dove chi ha operato per il bene di Taranto viene condannato senza l’ombra di una prova. Una mostruosità giuridica avallata da una giuria popolare colpisce noi, quelli che dai Riva non hanno preso mai un soldo, che hanno scoperchiato la fabbrica, che hanno imposto leggi all’avanguardia contro i veleni industriali. Appelleremo questa sentenza, anche perché essa rappresenta l’ennesima prova di una giustizia profondamente malata". 

Condannato a tre anni e sei mesi nel processo ex Ilva, Nichi Vendola rompe il silenzio e punta il dito contro i giudici: "Sappiano - scrive l'ex presidente della Regione Puglia in una nota - che hanno commesso un grave delitto contro la verità e contro la storia. - prosegue Vendola - Hanno umiliato persone che hanno dedicato l’intera vita a battersi per la giustizia e la legalità. Hanno offerto a Taranto non dei colpevoli ma degli agnelli sacrificali: noi non fummo i complici dell’Ilva, fummo coloro che ruppero un lungo silenzio e una diffusa complicità con quella azienda.”

"Ho taciuto per quasi 10 anni - conclude Vendola -  difendendomi solo nelle aule di giustizia, ora non starò più zitto. Questa condanna per me e per uno scienziato come Assennato è una vergogna. Io combatterò contro questa carneficina del diritto e della verità".

Nel pomeriggio è arrivato anche il commento del sindaco di Bari, Antonio Decaro, sulla vicenda: " Il lavoro della Magistratura è sacrosanto e le sentenze si rispettano - scrive sui social - Ma io ho avuto la fortuna e l'onore di conoscere Nichi Vendola e di lavorare per anni al suo fianco. E so che per tutta la vita si è battuto per il suo territorio, per la nostra Regione, per la nostra comunità, con tutto l'amore e la passione che aveva in corpo. Nichi Vendola è stato il primo presidente di questa Regione a voler cambiare la storia assurda dell’Ilva, quella della scelta insopportabile tra lavoro e salute. Attendo con fiducia gli altri gradi di giudizio e intanto mando a Nichi e alla sua famiglia un abbraccio affettuoso".

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