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Nucleo regionale di vigilanza ambientale e guardie venatorie volontarie, Laricchia: "Come è stato impegnato il personale?

In una interrogazione indirizzata all'assessora all'Ambiente Maraschio la consigliera M5s chiede aggiornamenti sull'operatività del Nucleo e e sui risultati conseguiti

Come sono impiegati gli operatori del Nucleo regionale di vigilanza ambientale e le guardie venatorie volontarie della Regione Puglia? A chiedere aggiornamenti sullo stato di operatività del personale è la consigliera del M5S, Antonella Laricchia, che ha depositato un’interrogazione indirizzata all’assessora all’Ambiente Anna Grazia Maraschio per ricevere aggiornamenti sullo stato di operatività del Nucleo di vigilanza ambientale della Regione Puglia e delle guardie venatorie volontarie.

Dopo l’approvazione del regolamento e la consegna dei tesserini di riconoscimento alle 80 guardie ambientali avvenuta il 26 febbraio 2019, al fine di garantire l’operatività del nucleo di vigilanza ambientale, con successive determinazioni dirigenziali si è provveduto alla fornitura delle uniformi, al noleggio delle auto di servizio e al relativo allestimento, alla fornitura di carburante, alle dotazioni di sicurezza, alla copertura assicurativa, alla fornitura del materiale strumentale a favore dei dipendenti del Nucleo e sono stati definiti specifici protocolli d'intesa con le forze dell'ordine e le prefetture.

“Alla luce delle misure e delle risorse impegnate per rendere effettivamente operativo il Nucleo - spiega Laricchia - è importante conoscere in che modo il personale sia stato impegnato nelle attività di vigilanza venatoria e di difesa degli ecosistemi. Diverse associazioni ambientaliste ci hanno segnalato come il rischio sia stato quello di lasciare scoperto il territorio di questa attività, indispensabile soprattutto in questa annata in cui, ad esempio, ci sono state modifiche del calendario venatorio per la caccia a determinate specie, circostanza rispetto alla quale è ancora più necessaria l’attività di vigilanza e controllo. La presenza del personale del Nucleo sul territorio è tanto più necessaria in una fase in cui si registrano da parte della Sezione regionale di vigilanza forti ritardi nell’adozione di atti e provvedimenti volti a garantire la piena operatività delle guardie venatorie volontarie. Parliamo di figure chiamate a collaborare, insieme agli agenti dipendenti della Regione Puglia, nelle attività di vigilanza venatoria per garantire il rispetto della legge regionale 59/2017, per contribuire a prevenire atti di bracconaggio e a informare i cacciatori sulle norme da rispettare per praticare l’attività venatoria. Alla luce delle numerose segnalazioni di illeciti commessi nello svolgimento dell’attività venatoria, è fondamentale implementare l’attività di vigilanza venatoria. Per questo nell’interrogazione chiedo quale sia il livello attuale di operatività del Nucleo; in che modo il personale sia stato impegnato nelle attività di vigilanza venatoria e quali risultati sono stati conseguiti negli ultimi due anni di attività; quali azioni gli uffici competenti intendono adottare per garantire l’operatività delle guardie venatorie volontarie. E, infine, se e quali misure si intendono adottare per implementare ulteriormente l’attività di vigilanza venatoria nel territorio regionale a tutela della fauna e degli ecosistemi”.
 

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