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Largo Pacha, tramonta l'ipotesi del campo rifugiati: nuovo accordo Comune-Prefettura

Ritirata la delibera di variante che il Consiglio comunale avrebbe dovuto approvare per la realizzazione del nuovo 'villaggio'. L'accordo è stato rivisto alla luce del nuovo piano operativo messo a punto da Ministero dell'Interno e Anci

Dopo rinvii della discussione in Consiglio comunale, e colloqui tra Comune e Prefettura, tramonta definitivamente l'ipotesi della realizzazione di un campo per l'accoglienza dei rifugiati in largo Pacha, nei pressi della Fiera del Levante.

In apertura del Consiglio comunale di questo pomeriggio, infatti, il presidente dell'assise Di Rella ha presentato all’aula la richiesta dell’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso di ritirare la delibera di variante con cui l'aula Dalfino avrebbe dovuto approvare la nuova destinazione dell’area. 

"Questa scelta - spiega il Comune in una nota - è stata adottata in virtù dell’accordo integrativo siglato con la Prefettura di Bari il 13 gennaio scorso, che modifica la precedente intesa del 10 gennaio 2015 relativa alle attività di accoglienza e assistenza predisposte in favore dei cittadini migranti già presenti sul territorio. È stato infatti necessario adeguare il vecchio protocollo in base al Piano operativo messo a punto nelle scorse settimane tra il ministero dell’Interno e ANCI, che prevede una ripartizione dei migranti secondo quote proporzionali al numero dei residenti. Il nuovo accordo stabilisce che sia comunque il Comune di Bari a procedere all’acquisto dei moduli abitativi destinati all’accoglienza che saranno messi a disposizione delle esigenze della Prefettura".

Soddisfatta l'opposizione, che si era battuta contro la realizzazione del nuovo campo in zona Fiera.

"Finalmente chiarezza è fatta - commenta la consigliera Irma Melini (ScelgoBari) - Sono lieta del ritiro della variante urbanistica propedeutica all'allestimento di un'area per temporanea ospitalità per fronteggiare l'emergenza migranti nella città di Bari. Ho contestato sin dall'inizio la modalità scelta, ospitare i migranti in container privi di zone comuni in cui intrattenersi, quindi obbligandoli a vagare in Città, ma anche il luogo scelto Largo Pashà, dove per mesi ho denunziato, senza sosta, la presenza di una discarica con amianto a cielo aperto e un polo sportivo fin troppo sacrificato. La motivazione addotta dall'Assessore Galasso per il ritiro della variante conferma i miei interventi in Aula, quando precisavo che il nuovo Piano di riparto nazionale migranti voluto da Anci offriva altre soluzioni rispetto alle esigenze che quotidianamente viviamo con l'accoglienza.  L'occasione del ritiro mi ha permesso di ricordare che gli sforzi fatti fino ad oggi per l'accoglienza sono proprio in favore del mantenimento o ripristino della vivibilità nelle nostre Città.  Per questo ho chiesto un impegno al Sindaco a risolvere la questione del sovrannumero di presenze nel CARA di Bari, soprattutto dopo l'ennesimo episodio di violenza, ma anche un impegno a non far riaprire più nessun CIE nelle Città italiane, ad incominciare da Bari".

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