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Sabato, 4 Dicembre 2021
Salute

Colpito da sindrome infiammatoria post Covid, bimbo di 3 anni salvato al Giovanni XXIII grazie a farmaco innovativo: "Casi simili in aumento"

La somministrazione anticipata di un innovativo farmaco biologico ha evitato il ricovero in terapia intensiva del piccolo, colpito da Kawasaki post Covid, una malattia infiammatoria multisistemica che può manifestarsi nei minori dopo il virus. Gli esperti: più casi in questa ondata

A tre anni era giunto in ospedale con i sintomi della MIS-C (Kawasaki post Covid), la sindrome infiammatoria multisistemica che i minori possono sviluppare a seguito del Covid19 e che rappresenta una delle conseguenze più gravi del virus. E' stato salvato grazie a un nuovo farmaco, somministrato in anticipo rispetto ai protocolli, che ha scongiurato la terapia intensiva. Così, dopo un ricovero durato 18 giorni nel reparto di Pediatria ospedaliera dell’ospedale Giovanni XXIII di Bari, il piccolo paziente è stato dimesso.

Come spiegano dall'ospedale, nonostante il bimbo avesse avuto una forma asintomatica di Covid19, si era successivamente ammalato con un’iperinfiammazione post Covid cardiaca e neurologica. Una volta arrivato in ospedale i medici gli avevano riscontrato una infiammazione cardiaca con dilatazione coronarica e una meningite asettica. Conseguenze gravi che avrebbero portato il piccolo in terapia intensiva. È stato allora che i medici hanno valutato e deciso di anticipare la somministrazione del farmaco biologico innovativo, Anakinra, che ha evitato la progressione della malattia. La reazione è stata buona e il minore adesso sta bene ed è tornato a casa.

“In questa ondata pandemica abbiamo riscontrato un aumento di casi di iperinfiammazione post Covid anche nei più piccoli – spiega il dottor Francesco La Torre, referente regionale della sindrome MIS-C – spesso i bambini hanno una infezione da covid asintomatica ma nelle settimane successive possono sviluppare una forma clinica che è simile alla malattia di Kawasaki ma molto più aggressiva. Si tratta di una infiammazione multiorgano che colpisce spesso il cuore e che abbiamo già rilevato nella seconda ondata tra ottobre e dicembre e che ha portato alcuni bambini in terapia intensiva. Solo nel nostro reparto di Pediatria ospedaliera nelle ultime 3 settimane abbiamo ricoverato 4 bambini che per fortuna adesso sono stati tutti dimessi. In tutto, però, abbiamo seguito 13 casi nel solo Giovanni XXIII”.

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