Chirurgia microinvasiva e chemioterapia in un unico intervento: al Miulli l'innovativa tecnica per curare tumore dell'appendice

La complessa operazione eseguita con successo da un'equipe di chirurghi e oncologi per trattare una patologia tumorale associata ad una situazione di carcinosi peritoneale

Combinare chirurgia microinvasiva e chemioterapia (grazie ad una nuova tecnica denominata 'Hipec') per trattare in un unico intervento una patologia tumorale all'addome. L'innovativa e complessa operazione è stata eseguita con successo all'ospedale Miulli di Acquaviva, per trattare una patologia tumorale a partenza appendicolare (pseudomixoma) associata a un quadro di carcinosi peritoneale (ovvero la diffusione del tumore dall'organo di origine al peritoneo, membrana sierosa che riveste internamente la cavità addominale).

Intervento all'avanguardia

Ad eseguire questa delicata operazione è stata l’equipe chirurgica diretta dal prof. Alessandro Verbo, coadiuvato dai dottori Giovanni Di Palma ed Andrea Madaro, che ha condotto con successo l’intervento nella parte chirurgia in modalità mininvasiva. La stessa - spiega una nota dell'ospedale - è stata seguita da una infusione intraoperatoria chemioterapica conosciuta con il nome di HIPEC - un trattamento oggi riservato solo ad alcuni centri di eccellenza selezionati da un comitato scientifico nazionale - con il quale il cocktail di farmaci non viene introdotto per via endovenosa, ma diffuso direttamente nel peritoneo attraverso un «lavaggio» ad alta temperatura (41-42 gradi). Il trattamento è preceduto da una procedura chirurgica che ha lo scopo di asportare tutto il tessuto tumorale presente in addome. In particolare, l'eccezionalità del caso trattato al Miulli non consiste solo nel combinare chirurgia e chemioterapia nell’ambito della stessa procedura ma nella strategia utilizzata per la bonifica chirurgica: infatti tutte le fasi si sono svolte per via laparoscopica, ovvero attraverso una tecnica chirurgica mini-invasiva che prevede l'utilizzo di strumenti chirurgici miniaturizzati attraverso piccole incisioni nell'addome. I riconosciuti vantaggi della chirurgia mininvasiva, sia in termini di ripresa post-operatoria che di minor tasso di complicanze, hanno permesso di dimettere la paziente dopo soli 7 giorni di degenza.

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Miulli scelto tra i centri di eccellenza per l'Hipec

L’utilizzo dell’HIPEC è oggi riservato solo ad alcuni centri di eccellenza, tutti selezionati da un comitato scientifico nazionale perché ritenuti capaci di eseguire correttamente tale procedura. La selezione dei centri avviene in ragione della presenza di due requisiti fondamentali: personale altamente qualificato (chirurgico e oncologico) e infrastrutture adeguate (attrezzature di sala operatoria, terapia intensiva, etc.). L’ospedale generale “F. Miulli” è dunque posto tra queste eccellenze per due distinte equipe chirurgiche, una per le competenze oncologiche in area ginecologica (diretta dal Dott. Francesco Legge) e una di chirurgia oncologica generale diretta dal prof. Alessandro Verbo. Esse si occupano di selezionare e candidare i pazienti suscettibili di tale trattamento in sinergia con l’oncologia medica nelle figure del dott. Giammarco Surico e del dott. Giuseppe Nettis. Un ulteriore attestato, dunque, di come il livello di competenza in ambito oncologico dell’Ospedale Miulli abbia ampiamente superato i confini regionali per collocarsi tra i centri di eccellenza nazionale.    

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