Al 'Fallacara' di Triggiano raddoppiati i posti letto per le degenze post Covid: passano da 20 a 40

Potenziata la capacità di accoglienza nel presidio post acuzie: la struttura è stata attrezzata e riorganizzata con percorsi separati e sicuri

Passano da venti a quaranta, al 'Fallacara' di Triggiano, le degenze per i pazienti in fase di guarigione post Covid. Il Presidio Post Acuzie, impiegato già nei mesi scorsi per il contrasto alla pandemia, raddoppia così la sua capacità di gestione e cura di pazienti che necessitano di un’assistenza specifica nel periodo di convalescenza post acuzie.

Il primo nucleo di degenza da 20 posti era stato attrezzato ad aprile nell’ex unità di Malattie Infettive del “Fallacara”, adeguando gli ambienti del 2° piano (14 posti letto) e quelli del 1° piano (6 posti letto), completamente isolati rispetto al resto dell’edificio. Ora già da qualche giorno se ne sono aggiunti altri 20, utilizzando gli spazi e la dotazione del reparto di ex Lungodegenza, anch’esso adeguato alla nuova funzione con percorsi dedicati e segnalati, ampi spazi per vestizione e svestizione del personale, “area rossa” non accessibile senza i necessari dispositivi di protezione individuale.

Livelli di sicurezza fondamentali per poter accogliere e trattare i pazienti usciti dalla fase acuta trascorsa nelle strutture Covid, che necessitano di un livello assistenziale di minore intensità e sono ormai in fase di remissione della malattia.

Tutta la struttura è organizzata in modo da garantire l’esecuzione degli esami strumentali, sostanzialmente la radiografia del torace e l’elettrocardiogramma, utilizzando apparecchiature portatili oppure in modalità online, sfruttando la possibilità di refertazione in remoto garantita dall’unità di Cardiologia dello stesso presidio.

L’imperativo di questa nuova organizzazione sta nell’evitare qualsiasi tipo di contatto con l’esterno, in particolare con le aree non-Covid, il che impone che i pazienti Covid non vengano spostati e non vi sia alcuna commistione né di personale né di strumenti. Per questo è stato previsto e allestito anche un percorso dedicato per i prelievi ematici, in un luogo isolato e diverso da quello che normalmente serve le altre utenze.

L’unità operativa di Lungodegenza post Covid, di cui è responsabile il dr. Giuseppe Siciliani, dispone di un’équipe formata da 15 medici, 27 infermieri (con un coordinatore) e 10 operatori socio sanitari che assicurano la necessaria turnazione.

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