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Salute

Sanità, in Puglia circa 200mila prestazioni da recuperare dopo lo stop per l'emergenza Covid

Si tratta di visite, esami e interventi rimandati negli anni della pandemia. Quello dello smaltimento delle liste d'attesa resta un tema caldo, oggi al centro delle audizioni in commissione sanità. Galante (M5S): "Servono soluzioni a breve termine"

Visite, esami e interventi rinviati durante lo stop imposto dall'emergenza Covid tra il 2020 e il 2021: in Puglia, le prestazioni ora da recuperare sarebbero circa 200mila (secondo il dato appreso dall'Ansa da fonti della Regione). Quello dello smaltimento delle liste d'attesa in Puglia, resta un tema al centro del dibattito.

Liste d'attesa: "Serve tavolo tecnico-politico per soluzioni a breve termine"

Nella giornata odierna, si sono tenute in commissione Sanità le audizioni delle Asl pugliesi e dei policlinici di Bari e Foggia sulle liste d’attesa, richieste dal capogruppo dal capogruppo del M5S Marco Galante. “Il problema delle liste d’attesa - dichiara Galante in una nota - richiede soluzioni a breve termine, perché i pugliesi sono ormai esasperati, e una programmazione a lungo termine che preveda anche il potenziamento della sanità territoriale. Il tavolo tecnico - politico che abbiamo richiesto serve a questo e  le audizioni di oggi ci hanno dato ancora una volta la conferma di come sia necessario istituire anche un tavolo tecnico permanente in ogni Asl, dal momento che ognuna ha già dato vita a iniziative per risolvere le criticità. Dobbiamo dare omogeneità alle buone pratiche e intervenire in maniera specifica sulle problematiche diverse in base ai territori. È emerso chiaramente come sia necessario coinvolgere i medici di famiglia perché il problema che tutti hanno lamentato è quello dell’appropriatezza delle prescrizioni, che richiede un monitoraggio costante. È necessario poi dare uniformità alle modalità di apertura delle agende di prenotazione, perché solo così è possibile avere un reale quadro del fabbisogno delle prestazioni. Il problema della carenza di medici di discipline specialistiche non può essere una scusa per chiudere le prenotazioni, seppur temporaneamente, perché la chiusura delle agende non è prevista dalla legge. In settimana mi confronterò ancora una volta con l’assessore Palese e il presidente Emiliano per l’istituzione del tavolo, che non sarà un modo per prendere tempo, ma il luogo dove proporre soluzioni. La legge che discuteremo la prossima settimana in commissione seguirà il suo percorso, ma non riteniamo rappresenti una soluzione immediata, così come non lo è stata quella del 2019, rimasta inapplicata, come emerso anche oggi. La politica deve intervenire sui tetti di spesa, e sulla determinazione delle prestazioni erogate extra budget  dalle strutture private: pubblico e privato accreditato devono essere complementari o non riusciremo ad avere risultati. Contemporaneamente serve potenziare la sanità territoriale grazie ai fondi del PNRR. Gli infermieri di famiglia o comunità assieme ai medici avranno un ruolo centrale nelle case di comunità e ospedali di comunità, sia per quello che riguarda la corretta presa in carico dei pazienti cronici e l’erogazione delle relative prestazioni specialistiche, che per quanto concerne la promozione della salute. Serve la collaborazione tra operatori sanitari, Asl e Regione per poter dare concretamente risposte ai pugliesi”. 

La proposta di legge sulle liste d'attesa

L'abbattimento delle liste d'attesa in Puglia è anche al centro di una proposta di legge (primo firmatario Fabiano Amati, Pd), che prevede, tra i suoi punti, la decadenza dei direttori generali qualora non eseguano entro trenta giorni dall’entrata in vigore della nuova legge le attività previste e lo stop alle visite private in regime di Alpi (intramoenia) nel caso in cui le visite nelle strutture pubbliche abbiano tempi più lunghi di quelle a pagamento.   
 

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