Dai tamponi a prezzi fissi alle difficoltà di avvio del servizio Usca: Montanaro racconta la Sanità regionale nella Fase 2

Il direttore del dipartimento sanità della Regione è apparso oggi in audizione su richiesta del consigliere regionale Zullo. Tra i temi toccati anche specialistica ambulatoriale e organizzazione ospedaliera

Ci sono difficoltà da parte del sistema sanitario pugliese per l'avvio del servizio Usca-Unità Speciali di Continuità Assistenziale in Puglia. A confermare il problema segnalato da BariToday, è il direttore del dipartimento sanità della Regione, Vito Montanaro, durante l'audizione in Commissione sanità tenutasi questa mattina su richiesta del consigliere Ignazio Zullo al quale si sono successivamente associati Domenico Santorsola, Grazia Di Bari, Luigi Manca, Mario Conca e Domenico Damascelli. In particolare sulle Susca Montanaro ha spiegato che sono stati centrali nei ritardi "la rinuncia dei medici di continuità assistenziale chiamati su base volontaria ad entrare a far parte delle unità". Come soluzione per ovviare al problema ha prospettato l’integrazione con gli infermieri dei gruppi.

Gli altri temi toccati durante l'audizione

Diversi poi gli altri temi toccati durante l'audizione. A partire dalla specialistica ambulatoriale: dopo lo stop alle visite specialistiche programmate e differibile (non quelle urgenti, mai fermate) e che ha coinvolto migliaia di ammalati cronici pugliesi privati dei necessari controlli, è stato rilevato la consistenza del mancato numero di prestazioni. Come ha spiegato Montanaro, successivamente alla quantificazione ed alla suddivisione per disciplina, fermo restando sospesa ancora l’attività dei Cup, lo smaltimento avverrà principalmente nelle strutture pubbliche con il concorso di quelle esterne convenzionate accreditate utilizzando il budget disponibile da recuperare spalmandolo su un allargamento di ore e giorni di servizio. Nella ripresa dell’attività sarà necessario valutare poi il livello di adattamento delle strutture specialistiche alle circolari tecniche emanate in modo da individuare il volume delle prestazioni erogate in questa fase rispeto alla condizione di attività ordinaria per adattare il successivo modello organizzativo. Proprio il modello organizzativo degli ospedali è tra i punti discussi in audizione: ricalcherà quello emanato con direttive nazionali con la suddivisione tra ospedali Covid e no-Covid, in vista di un possibile rebound epidemiologico previsto per il prossimo autunno. In questo lasso di tempo avverrà la riorganizzazione della rete ospedaliera "non più figlio del DM70 ormai superato, per dare risposta – ha detto Montanaro – a tutti quei cittadini pugliesi che antecedentemente alla pandemia acquisivano prestazioni sanitarie in altre regioni, cosa oggi difficile da realizzare a partire dalla Lombardia, e che avranno esigenze di curarsi in Puglia".

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Infine si è parlato di test sierologici, per cui oggi è prevista in giunta l’adozione di un provvedimento che fissa la tariffa del tampone e stabilisce i criteri attraverso i quali viene concessa l’autorizzazione di svolgere attività microbiologica ai laboratori privati accreditati e convenzionati. Con questo provvedimento entreranno a far parte della rete pubblica laboratoristica una ventina di centri con una capacità produttiva di 250/300 tamponi e che svolgeranno la cosiddetta 'attività di sorveglianza' riservata ai dipendenti del settore privato che devono effettuare il tampone per essere riammessi nel ciclo produttivo. "Spegnere e riaccendere il motore di una macchina delicata come quello che alimenta la sanità non è mai capitato a nessuno in Italia e nel mondo . E’ una situazione unica e priva di precedenti ed il modello organizzativo è tutto da costruire, si forgerà giorno per giorno" ha ricordato Montanaro durante l'incontro.

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