Meno viaggi della speranza e Centri di orientamento oncologico in rodaggio: il bilancio della cura dei tumori in Puglia

Presentati i risultati della Rete Oncologica Pugliese, avviata lo scorso anno. Aumentati dell'8% gli interventi per le 5 neoplasie più diffuse nella regione

Mobilità passiva in calo, più interventi ma anche centri di orientamento oncologico partiti a rilento, salvo poche eccezioni: è il bilancio dei primi risultati dall'avvio della Rete Oncologica Pugliese, avviata a maggio dello scorso anno per otimizzare i servizi di prenotazione e cura, riducendo i viaggi della speranza.

Le cifre sui tumori in Puglia

I numeri sono stati illustrati nel corso di un evento nell'istituto tumori Irccs Giovanni Paolo II di Bari. La Puglia, spiega il direttore generale Aress Puglia, è l'unica regione del Sud e tra le 7 in Italia con la rete oncologica 'deliberata e attivata'. Per quanto riguarda, invece, gli interventi sui 5 tumori più frequenti negli uomini e nelle donne, ovvero mammella, polmone, prostata, utero e colon retto (con 11 mila casi nuovi all'anno), gli interventi chirurgici nel 2018 sono aumentati dell'8% rispetto all'anno precedente. La neoplasia che ha fatto registrare una crescita più significatica degli interventi è stata quella alla prostata, passata da 998 a 1230 interventi con l'80% realizzati in sei strutture pugliesi, la prima delle quali è il 'Miulli' di Acquaviva con il Policlinico di Bari al terzo posto dopo gli Ospedali Riuniti di Foggia. In aumento dell'8% anche gli interventi chiurgici per il cancro al seno con 3293 operazioni eseguite, nell'80% dei casi in 11 strutture regionali: al primo posto c'è l'Irccs di Bari seguito da Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo, San Paolo e Policlinico a Bari.Complessivamente, invece, per le altre tipologie di tumori prese in esame, ai polmoni e all'utero, sono stati effettuati, rispettivamente, 596 e 668 interventi chirurgici nel 2018.

L'analisi della Rete Oncologica, però, fa registrare anche lati negativi come la partenza dei Coro, i Centri di orientamento oncologico per la gestione dei pazienti, il vero punto di forza qualificante dell’intera rete oncologica pugliese, attivati in maniera soddisfacente in poche realtà come Taranto e Acquaviva. Le strutture necessitano di completamento dell'organico che deve essere composto da personale specializzato e contenere varie figure, ovvero un oncologo, iuno psiconcologo, un assistente sociale, un infermiere, un Care manager, personale amministrativo e volontari delle associazioni.

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