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L'ospedale di Putignano entra nella rete Covid pugliese: "Riconversione dei reparti completata in 10 giorni"

Terminata l’attivazione dei primi 27 posti letto di Area medica e 4 di Rianimazione, come comunicato dall'Asl Bari. Nel nosocomio si continueranno comunque a seguire pazienti non Covid in altri reparti

Completata la riconversione dell'Ospedale di Putignano per ospitare il reparto Covid. Con l’attivazione dei primi 27 posti letto di Area medica e 4 di Rianimazione, terminata nel pomeriggio, il 'Santa Maria degli Angeli' entra nella Rete Ospedaliera Covid 19, così come previsto dalla Regione Puglia. "A regime, con l’attivazione progressiva delle aree convertite e già attrezzate, il presidio putignanese potrà contare su 82 posti letto di Area Medica Covid, tra cui 15 di terapia semintensiva, e un totale di 8 dedicati alla terapia intensiva" spiegano dall'Asl Bari.

In circa 10 giorni l’ospedale è stato interessato da un profondo cambiamento che ha riguardato le unità operative convertite in reparti Covid (Geriatria, Medicina, Cardiologia e Pneumologia) e la struttura stessa dell’edificio, adeguato per rispondere alle esigenze della pandemia e rafforzare la Rete ospedaliera Covid-19  della provincia di Bari. Le operazioni sono state portate avanti con il supporto dell’Area Tecnica della ASL Bari. "Grazie ad un intenso lavoro di équipe – rimarca il direttore generale dell'Asl di Bari, Antonio Sanguedolce – è stata portata a termine la riconversione del presidio in tempi davvero rapidi. Per questo ringraziamo tutti coloro i quali l’hanno resa possibile, da chi ha coordinato il lavoro a chi, personale sanitario, tecnico e amministrativo, si è messo a disposizione concretamente per affrontare e superare una sfida capace di mettere alla prova le migliori energie della nostra azienda sanitaria".

Il progetto di riconversione

Il processo di conversione è partito dalla definizione logistica dei percorsi interni, in modo che chiunque entri in ospedale – in particolare gli operatori sanitari – possa immediatamente individuare e distinguere le aree cosiddette “sporche” da quelle “pulite”. Ogni passaggio è identificato e segnalato: zona d’ingresso e di uscita, spogliatoi con docce e servizi, zone di vestizione e svestizione, accesso ai reparti in “Area Covid” e uscita, tutte dotate di zone filtro, ascensori dedicati.

Una volta individuate le aree da riconvertire ed eseguiti i necessari interventi strutturali, si è passati ad analizzare le strutture che invece continueranno ad erogare assistenza sanitaria a pazienti non-Covid. Tutte localizzate in zona pulita e isolata dal resto della struttura: il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC), il Laboratorio Analisi, il Servizio Trasfusionale e il Centro Dialisi (con 90 pazienti assistiti). Terza ed ultima fase: l’approvvigionamento di dispositivi individuali di protezione, di farmaci e apparecchiature elettromedicali nonché l’allestimento dei posti letto con impianto di gas medicali, certificati e collaudati, e sistemi di areazione in ogni ambiente.

"Un reparto Covid - spiega Enrico Lauta, a cui è stato affidato il piano di riconversione  - deve assicurare sia la sicurezza delle cure per i pazienti, sia la sicurezza degli operatori sanitari. Fondamentali, a riguardo, le attività di formazione del personale nella gestione dei dispositivi e delle procedure terapeutiche". 

Il Centro Covid, inoltre, dispone di un’area di Diagnostica per immagini dedicata e di un Pronto Soccorso che può accettare esclusivamente pazienti Covid positivi. Per questo motivo, è stato attivato da stamane un Punto di Assistenza territoriale con accesso diretto dedicato all’utenza non-Covid e situato all’interno del perimetro ospedaliero ma separato dalla struttura di ricovero. Il Punto di Assistenza è infatti ospitato presso gli attuali locali della Guardia Medica, è attivo ogni giorno dalle 8 alle 20  (esclusi sabato e domenica, quando il servizio è coperto dalla Guardia Medica) e può garantire oltre alla visita medica, ECG con consulenza cardiologica e ausili sanitari per urgenze ortopediche. In caso di necessità, il personale potrà attivare il trasferimento secondario con le ambulanze del Presidio, per interventi chirurgici d'urgenza o prestazioni cardiologiche e radiologiche presso l’ Irrcs De Bellis di Castellana Grotte, mentre le urgenze ortopediche saranno trasferite all’Ortopedia dell’Ospedale di Monopoli.

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