Salute

Riconversione Covid al San Paolo, attivati i primi 43 posti letto: l'ospedale si sdoppia

Nel nosocomio restano operativi i reparti non-Covid di Cardiologia e Senologia Oncologica, completamente separati, mentre il Pronto soccorso si sdoppia per garantire, in una sezione distante, anche le prestazioni ortopediche e pediatriche

L'ospedale San Paolo si sdoppia per contrastare l’emergenza Coronavirus. E' stato attivato oggi il primo blocco da 43 posti letto Covid, a cui si aggiungeranno domani altri otto di Rianimazione da domani. Allo stesso tempo, grazie ad un profondo lavoro di riorganizzazione, il nosocomio continuerà garantire assistenza sanitaria anche per alcune patologie non Covid.

I 43 nuovi posti letto sono tutti attrezzati per la ventilazione assistita e secondo intensità di cure, sotto la guida di un gruppo di lavoro guidato dalla dottoressa Angela Leaci, con il coinvolgimento della Direzione Medica e Amministrativa dell’Ospedale, di un pool di medici e del personale dell’Area tecnica. In dieci giorni di lavoro sono stati allestiti e attrezzati 8 posti letto Covid in Rianimazione, 18 in Pneumologia-Utir, 25 in Area Medica. Successivamente saranno riconvertiti gli ulteriori posti letto sino ad arrivare a 91 complessivi, comprendenti i posti letto chirurgici e quelli di Ostetricia e Ginecologia, oltre a 20 posti tecnici di astanteria in Pronto Soccorso, quest’ultimi già operativi e utilissimi per decongestionare le altre strutture sanitarie del territorio. «Il nuovo modello organizzativo – spiega il direttore generale Asl Bari, Antonio Sanguedolce - è stato realizzato in stretto coordinamento tra la Direzione Strategica, la Direzione medica di presidio, il Dipartimento dei Servizi Direzionali e l’Area Tecnica aziendale. Riconvertire un ospedale al Covid-19 ha comportato uno sforzo logistico e strutturale di notevole entità. Ogni reparto e ogni operatore dell’Ospedale San Paolo, che ringraziamo, hanno profuso un impegno totale che sta assorbendo tantissime energie, tutte ugualmente orientate ad offrire cure e livelli di sicurezza adeguati alla patologia pandemica e alle patologie non legate al Covid».   

«La riconversione è avvenuta  in tempi rapidissimi – sottolinea Angela Leaci, Direttore medico del San Paolo - grazie all’impegno e al coinvolgimento di tutti gli operatori  - medici, infermieri, tecnici, oss, ausiliari – che hanno lavorato con grande motivazione per realizzare le variazioni strutturali e organizzative necessarie alla riorganizzazione dei reparti e alla creazione di nuovi percorsi in sicurezza, completamente separati, per malati e operatori Covid e non Covid».

La riorganizzazione ha comportato anche la realizzazione di un nuovo reparto di Rianimazione e di una nuova Sala parto, proprio per assicurare le urgenze di diversa natura, consentendo comunque di garantire alla popolazione la degenza in Cardiologia (comprese le sale di Emodinamica per la cardiologia interventistica) e Senologia Oncologica, nonché i servizi radiologici, trasfusionali, il laboratorio analisi e la camera iperbarica. Il Pronto Soccorso, inoltre, è stato sdoppiato: è in grado di accogliere e gestire i pazienti Covid e, grazie ad ambienti e percorsi separati e sicuri, può trattare anche la casistica ordinaria di tipo ortopedico e pediatrico.

«L’obiettivo che ha guidato il team di coordinamento e tutti gli operatori interni, che hanno prestato il loro servizio con la massima disponibilità, - conclude la dr.ssa Leaci - è stato cercare di offrire la migliore assistenza all’utenza nel minore tempo possibile, mantenendo gli standard di sicurezza per operatori e utenza che la situazione sanitaria emergenziale impone anche per diverse patologie non Covid.  A loro va il sentito ringraziamento della direzione ospedaliera».


 

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