Martedì, 15 Giugno 2021
Salute

A 13 mesi affetta da rara forma di tumore, bimba di appena 6 chili sottoposta con successo a trapianto di cellule staminali

La procedura al Policlinico: durante la seduta la piccola è rimasta a letto, suonando ovetti e xilofono. Il trapianto era reso particolarmente complesso dal peso ridotto della paziente, che poneva una serie di problematiche tecniche e cliniche

Affetta da una forma rara e aggressiva di tumore infantile, è stata sottoposta con successo a trapianto di cellule staminali al Policlinico di Bari. La procedura è stata eseguita al Policlinico di Bari su una bimba di tredici mesi e appena sei chili di peso.

Il trapianto è avvenuto nell’Unita Complessa di “Pediatria ad indirizzo OncoEmatologico” del Policlinico di Bari diretta dal dottor Nicola Santoro: la piccola paziente, di 13 mesi e di soli 6 chili di peso, era affetta da neuroblastoma). Il trapianto, nello specifico un “trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche”, è stato preceduto dalla raccolta delle stesse cellule dal circolo ematico della piccolaù. 

La raccolta (aferesi terapeutica) è stata attentamente studiata e condotta dai colleghi del Centro Trasfusionale dello stesso ospedale (direttore dr. Angelo Ostuni), in relazione al piccolo peso della paziente che poneva complesse problematiche tecniche e cliniche.

Grazie alla disponibilità dei trasfusionisti che hanno trasportato le necessarie apparecchiature e all’impegno della psicologa e del musicoterapeuta dell’Associazione Apleti, l’aferesi  è stata condotta al letto della piccola affiancata dalla sua mamma. Nel corso della seduta, è stata svolta una musicoterapia attiva con tecniche di libera improvvisazione: la piccola ha potuto suonare xilofoni e ovetti musicali. Durante le circa cinque ore, la piccola è rimasta tranquilla con i suoi genitori e non ha avuto bisogno di sedazione farmacologica.

La piccola ha successivamente affrontato senza problemi la lunga degenza necessaria per la procedura di trapianto di circa 4 settimane, superandola brillantemente e sta ora affrontando un percorso di immunoterapia oncologica che le permetterà di confidare ancor più nella guarigione.

“L’autotrapianto è una metodologia pressoché routinaria per quanto riguarda le nostre patologie, la particolarità è data dal peso estremamente basso della bambina che era l’ostacolo più grande da superare – spiega Nicola Santoro, direttore dell’unità di Pediatria ad indirizzo OncoEmatologico del Policlinico di Bari - La piccola ha brillantemente superato tutta la fase trapiantologica a cui abbiamo associato anche un’immunoterapia particolarmente aggressiva: tutte le procedure eseguite hanno dato un esito decisamente positivo e favorevole”.

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