Al Policlinico un centro multidisciplinare per la cura del cancro al seno: nasce la 'Breast Care Unit'

Nel percorso di assistenza le pazienti potranno contare su un'équipe di specialisti dedicati, con il coinvolgimento di 13 unità ospedaliere, dalla fase di screening alla gestione della riabilitazione psico-funzionale

Garantire alle pazienti l'accesso ad un percorso di cura e assistenza multidisciplinare, basato sulla sinergia di 13 unità operative Universitarie e Ospedaliere con le relative équipe, insieme ai rappresentanti di associazioni di volontariato che affiancano e supportano le donne nel post intervento. E' questa la 'Breast Care Unit' attiva presso il Policlinico di Bari, presentata ufficialmente questa mattina alla presenza del presidente della Regione, Michele Emiliano.

Emiliano: "Rete organizzata che prende in cura le donne con attenzione"

"La Puglia sta facendo un lavoro importante per costruire la Rete regionale delle Breast unit, dopo l’avvio della ROP, la Rete oncologica pugliese che abbiamo presentato ieri", ha commentato Emiliano, "Con l’avvio ufficiale della Breast Unit del Policlinico di Bari, riusciamo anche a riequilibrare un sistema che troppo spesso ha dimenticato il concetto di medicina di genere". "Con la rete delle Breast Unit noi vorremmo evitare  - ha continuato - che in singoli ospedali vengano trattate le pazienti in maniera estemporanea e differente. Ci sono ancora purtroppo alcuni ospedali che fanno ad esempio 10 mastectomie all’anno. Bene tutto questo non potrà più accadere. Tra le disposizioni che daremo tra breve, ci sarà quella di concentrare tutti gli interventi nella Rete delle Breast unit proprio per evitare la chirurgia improvvisata. Questo non è più possibile, oggi esiste una rete bene organizzata che prende in cura tutte le donne con grande attenzione". "Quando parliamo di umanizzazione delle cure – ha detto ancora il Presidente - è evidente che parliamo di qualcosa che si dedica specificatamente al singolo paziente che abbiamo di fronte e ai suoi diritti. Non solo. In passato, forse per abitudine o per atteggiamento mentale o per sciatteria, troppo spesso sono state dimenticate quelle piccole attenzioni che costruiscono invece la percezione di far parte di una comunità che attraverso il sistema sanitario si prende cura dei cittadini e delle cittadine, che quando si sentono sostenuti nel momento di maggior bisogno, si sentono accolti dalle istituzioni".

La 'Breast Care Unit' del Policlinico

Il centro di senologia multidisciplinare, Breast Care Unit, può contare su un team di specialisti (sono 13 le unità che la compongono) che garantisce un alto livello di specializzazione delle cure dalla fase di screening alla gestione della riabilitazione psico-funzionale. Per le pazienti pugliesi si tratta di una nuova opportunità di cura e assistenza che permette alla donna di affrontare il tumore al seno con la sicurezza di essere seguita da una équipe di specialisti dedicati. La Breast Care Unit del Policlinico, coordinata dalla professoressa Carmela Giardina, dirigente medico di Anatomia Patologica, abbraccia ben 13 unità operative Universitarie e Ospedaliere con le relative équipe (Anatomia Patologica, Anestesia e Rianimazione II, Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, Ginecologia e Ostetricia II, Genetica Medica, Medicina Fisica e Riabilitazione, Medicina Nucleare, Oncologia Medica, Psicologia e Neuropsicologia clinica,  Radiodiagnostica, Radiodiagnostica ad indirizzo Senologico,   Radioterapia), più i rappresentati di associazioni di volontariato che affiancano e supportano le donne nel post intervento. Durante tutto il percorso assistenziale viene assicurata una ‘copertura’ super specialistica e umana dal team multidisciplinare anche con percorsi specifici: per esempio alle pazienti giovani in età fertile è assicurato un counseling per crioconservazione dei gameti mentre in caso di pazienti ad “alto rischio” per tumori eredo-familiari (sia mammari che ovarici) è assicurato un counseling genetico. È presente la figura della case manager, l’infermiera di Senologia che accoglie e accompagna la donna durante tutto l’iter che inizia dall’Unità Operativa di Radiologia ad Indirizzo Senologico (padiglione Balestrazzi, piano interrato) partendo dalla diagnosi alla cura, alla riabilitazione andando incontro ad ogni sua richiesta, domanda, dubbio e garantendo così una maggiore serenità e tranquillità in un momento particolare della vita. Le “stanze rosa” sono ambienti in cui la paziente ha la possibilità di incontrare più specialisti in modo da poter meglio comprendere il percorso terapeutico nelle sue fasi: in quella chirurgica (incontro con chirurgo, chirurgo plastico, psicoterapeuta), e in quella postchirurgica (incontro con oncologo medico e oncologo radioterapista). Le pazienti inoltre nel loro percorso e in rapporto alle loro esigenze saranno seguite da medici fisiatri, fisioterapisti e da un gruppo di psicooncologi.

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Le tecnologie a disposizione

Nell’ammodernamento delle tecnologie a disposizione delle pazienti, i medici della Breast Care Unit possono contare sull’ammodernamento  di un macchinario per l’analisi del linfonodo sentinella con metodo OSNA (One Step Nucleic acid Amplification), già presente a Bari dal 2012 (il vecchio RD201) ora sostituito con il più efficiente RD210.  Il polo medico barese sarà il primo ospedale pubblico in Italia ad utilizzarlo. Presto - spiegano dalla Regione - saranno a disposizione dell’Unità Operativa di Radiodiagnostica ad indirizzo Senologico quattro mammografi con tomosintesi con workstation per la refertazione medica con possibilità di eseguire biopsie mammarie tomoguidate - tomobiopsy, software CAD specifico per l’identificazione di lesioni sospette e per il calcolo della densità mammaria e tre ecografi di fascia alta per la diagnosi precoce del carcinoma mammario. E’ anche di prossima acquisizione un nuovo sistema di biopsia mammaria con risonanza magnetica nucleare guidato. Queste nuove acquisizioni si aggiungeranno alla biopsia stereotassica (il cosiddetto Mammotome, una agobiopsia completamente controllata dal computer che consente un prelievo multiplo di tessuto mammario) e ad esami di risonanza magnetica della mammella per i quali attualmente i tempi di attesa sono inferiori a 15 giorni. Il centro multidisciplinare barese può contare inoltre su un macchinario nuovo ad elevata precisione tecnologica, il ‘Monnalisa Touch’ (presente in Ginecologia ed Ostetricia II) per il trattamento dei sintomi della vaginite atrofica (possono insorgere nelle pazienti che effettuano terapie ormonali per il tumore mammario), il primo ad essere presente in Puglia e in una struttura pubblica (è in uso in alcuni noti centri italiani oncologici: Ospedale San Raffaele di Milano, IEO Istituto Europeo Oncologico, Gemelli Roma). Lo strumento viene utilizzato per migliorare lo stato della mucosa vaginale  attraverso procedure mini-invasive laser-assistite. Nel reparto di Radioterapia, altro punto di innovazione all’interno del team multidisciplinare perché  vanta una struttura moderna, dotata di tecnologie informatizzate, tridimensionali, sono attive  14 stazioni computerizzate organizzate mediante la più avanzata rete di gestione di radioterapia disponibile (Mosaiq), due acceleratori lineari ‘gemelli’, top di gamma, entrambi dotati di sistema Cone Beam CT, cioè di una vera e propria Tac a bordo e la tecnologia con ‘Big Bore’, la nuova TAC dotata di un anello centrale di grande diametro che consente di sistemare i pazienti in qualunque posizione su appositi sistemi di immobilizzazione e di controllare il movimento legato al respiro sincronizzando il trattamento radiante ad esso. Sono utilizzate tecniche speciali come il VMAT (Volumetric Modulated Arc Therapy), una sofisticata tecnica radioterapica molto precisa ed accurata efficace sul tumore e non invasiva sui tessuti sani.

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