Le cellule staminali 'riparano' il rene modulando la risposta immunitaria: l'importante scoperta di un team di ricercatori baresi

Lo studio targato Uniba in collaborazione con l'Irccs 'Giovanni Paolo II' compie un decisivo 'balzo in avanti' nella comprensione dei meccanismi che regolano l'attività delle cellule staminali nel riparare il danno renale

In foto: i due ricercatori Claudia Curci e Fabio Sallustio (foto Fb Scuola di medicina Uniba)

Uno studio dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, in collaborazione con la Biobanca dell’IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, pubblicato qualche giorno fa sul prestigioso International Journal of Molecular Sciences (www.mdpi.com/940436), permette di compiere un decisivo “balzo in avanti” nella comprensione dei meccanismi alla base del riparo del danno renale da parte delle cellule staminali del rene. I ricercatori baresi dimostrano per la prima volta che questa tipologia di cellule staminali ha anche la capacità di modulare il sistema immunitario.

“Lo studio dimostra - spiega Fabio Sallustio, ricercatore coordinatore dello studio - che queste cellule staminali, che possono essere attivate sia da alcune molecole che segnalano un danno tissutale e sia da un componente della superficie dei batteri, sono importanti per stimolare la risposta immunitaria. Emerge dunque che la loro capacità immunosoppressiva è regolata dal microambiente infiammatorio: le quantità e i tipi di molecole infiammatorie differiscono notevolmente durante l'inizio e la progressione delle malattie e quindi influenzano in modo critico gli effetti immunoregolatori di queste cellule”.

“Un’altra scoperta importante - precisa Claudia Curci, prima autrice dello studio ed assegnista di ricerca - è che queste cellule staminali regolano alcune cellule dell’infiammazione favorendone lo spegnimento evitando perciò che diventi dannosa. Inoltre, abbiamo anche individuato le sostanze secrete dalle cellule staminali in grado di regolare questa attività immunomodulatoria”.

“È importante sottolineare - continua il prof. Loreto Gesualdo, ordinario di Nefrologia e Presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Bari - che molte malattie renali sono caratterizzate dalla presenza di linfociti nel tessuto renale infiammato. Il contributo delle cellule staminali renali - conclude Gesualdo - può essere importante nel modulare questo tipo di infiammazione renale, acuta e/o cronica, e amplia la prospettiva terapeutica”.

Il titolo originale del lavoro è “Adult Renal Stem/Progenitor Cells Can Modulate T Regulatory Cells and Double Negative T Cells” e gli autori sono Claudia Curci, Angela Picerno, Nada Chaoul, Alessandra Stasi, Giuseppe De Palma, Rossana Franzin, Paola Pontrelli, Giuseppe Castellano, Giovanni B. Pertosa, Luigi Macchia, Vito Francesco Di Lorenzo, Carlo Sabbà, Anna Gallone, Loreto Gesualdo, Fabio Sallustio.

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