"Ospedali rinnovati e poi da chiudere", "Nessuno spreco": botta e risposta tra Le Iene e il governatore Emiliano

Gli inviati del programma di Italia 1 hanno raggiunto il presidente pugliese dopo aver visitato l'ospedale di Terlizzi e altre strutture della provincia

I presunti "sprechi" della Sanità pugliese e, in particolare, barese, sono finiti al centro dell'ultima puntata de 'Le Iene', su Italia 1. L'inviato Gaetano Pecoraro ha effettuato un tour in diverse strutture declassate o riconvertite in punti di assistenza, attraversando vari centri della provincia di Bari. La prima tappa al 'Sarcone' di Terlizzi, riqualificato alcuni anni fa con 13 milioni di euro e destinato a diventare centro di lungodegenza entro il 2020. Al suo interno, spiegano le Iene, vi sono strumentazioni nuovissime che sarebbero non utilizzate e una sala operatoria "che non funziona da 3 anni". 

Le telecamere del programma Mediaset, hanno poi fatto tappa all'ex ospedale di Rutigliano, convertito in punto di Primo Intervento e menzionato le piscine riabilitative non più funzionanti di Toritto, Alberobello e Bari. Successivamente, le Iene hanno anche approfondito la questione delle assunzioni nella sanità, con presunti incarichi a "dirigenti senza titoli", raggiungendo direttamente Emiliano impegnato nell'inaugurazione di una biblioteca nel barese.

Il governatore ha risposto faccia a faccia all'inviato, in uno scambio talvolta con toni aspri, pubblicando la propria versione sulla sua pagina Facebook, con tanto di video agli inviati de Le Iene: "Pecoraro dice il falso - sostiene Emiliano - parlando di 'festival dello spreco', non dice che in Puglia abbiamo risanato i conti e in soli quattro anni abbiamo fatto risalire i livelli essenziali di assistenza, passando dal penultimo posto in Italia alla metà alta della classifica, sbloccando migliaia di assunzioni ferme dal 2001. Tutto questo con meno risorse rispetto al nord: la sanità pugliese, a parità di abitanti, rispetto all’Emilia Romagna ha 15mila dipendenti in meno e un budget annuale a disposizione inferiore di 80 milioni di euro. Negli anni passati -  aggiunge - il Governo ha obbligato l’amministrazione regionale precedente a definanziare tutte le prestazioni sanitarie che non rientravano nei livelli essenziali di assistenza in quanto la Regione era stata dichiarata in Piano di rientro", per il quale, fa sapere Emiliano nel servizio, la Puglia è "fuori formalmente dal piano operativo", ma in attesa della 'bollinatura' finale da parte del Ministero.

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